Alimentare, occorre unire le forze

Ivano Vacondio, neopresidente di Federalimentare

“Smettiamo di cercare il capro espiatorio nella filiera”. È l’appello del neo-presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, che durante la conferenza stampa di ComAgri, svoltasi il 18 dicembre a Roma, ha invitato le associazioni del comparto agroalimentare a unire le forze nell'interesse comune, assumendo ognuna le proprie responsabilità. “Abbiamo il massimo interesse a valorizzare i prodotti agricoli nazionali ma ci sono filiere che devono usare anche prodotti di importazione”, ha spiegato, mettendo in guardia contro la demonizzazione di tutto ciò che esula dal perimetro del Made in Italy. Anche perché  “i consumi nazionali non vanno bene –ha ammesso Vacondio– siamo preoccupati e bisogna avere il coraggio di dirlo, dobbiamo fare autocritica: la grande distribuzione ha della responsabilità, ma la politica ci deve accompagnare sui mercati esteri”.

Gli interlocutori concordano sui limiti della grande distribuzione, convinti che nell'economia della filiera il lavoro dell'agricoltore sia ancora fortemente penalizzato. “La grande distribuzione è il soggetto che più di tutti può intervenire per condizionare la qualità e la valorizzazione al ribasso del prodotto”, ha obiettato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, alludendo anche all'ormai scampato pericolo delle etichette semaforo, di recente bocciate dall'Onu perché “più che informare il consumatore –ha precisato il primo vicepresidente di ComAgri, Paolo De Castro- “condizionano l'acquisto”.

Prandini ha poi apprezzato il rinvio della riforma della Pac, auspicando il superamento della proposte in discussione, criticate anche dalla presidente di Confagricoltura, Elisabetta Falchi, che rivolgendosi a De Castro ha raccomandato di “evitare i tagli” collegati al rischio della nazionalizzazione.

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