Alimenti o farmaci? La pubblicità punta al salutistico

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n.257)

Con crescente frequenza la pubblicità nel campo alimentare fa leva su aspetti “salutistici”. E gli accenti sono sempre più esasperati forse per accontentare la diffusa ambizione a restare in forma senza troppa fatica. Risultato? Anche prodotti di uso comune si avventurano in vanti che hanno a che fare con la salute. Il fenomeno non è nuovo ed è facile ricordare certi ritornelli come le “acque della salute”. Peccato che non sia vero: lo slogan pubblicitario è stato censurato a più riprese dall’Autorità Garante della Concorrenza, intervenuta anche nei confronti della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale che supportava con il proprio logo i messaggi pubblicitari dell’acqua minerale. Il caso non è isolato e hanno fatto scuola le condanne per pubblicità ingannevole a carico di omogeneizzati per bambini, yogurt anti-colesterolo e, più recentemente, persino sulle gomme da masticare: chi non ricorda le campagne di famosi brand ambientate in studi dentistici per “approvare” un semplice chewingum? La sentenza dell’Autorità fu severamente contestata dal produttore che annunciò ricorso al Tar. Proprio in questi giorni una sentenza del giudice amministrativo ha ribadito i profili di ingannevolezza: se è vero che le gomme senza zucchero riducono la placca, l’effetto si ottiene solo dopo venti minuti di masticazione per tre volte al giorno dopo i pasti. Questo però nessuno lo dice al consumatore. Per finire dovremmo forse chiederci perché, nonostante le condanne, gli spot dei prodotti alimentari insistono sul salutismo. Ma questo ha a che fare con un serio “enforcement” delle norme europee che ci porterebbe troppo lontano.

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