Lo storico "via libera" di Pechino consente dopo decenni a un prodotto ortofrutticolo straniero di venire importato nel Paese asiatico.
Cristiano Brandone
19 Gennaio 2009
Buone notizie per l'agroalimentare italiano: la Cina apre le porte ai kiwi nostrani a vantaggio delle due regioni leader nazionali per la produzione dell'Actinidia chinensis, il Piemonte e il Lazio. È un fatto storico: Pechino ha dato il via libera alle esportazioni in Cina, dove il consumo di frutta è passato dai 40 ai 70 chilogrammi pro capite nell'ultimo decennio ed è in continua ascesa. Fino a pochi anni fa, le autorità cinesi non avrebbero consentito l'ingresso di un prodotto ortofrutticolo straniero e così il kiwi diventa il primo prodotto del nostro ortofrutta ad infrangere un tabù. Ironia della sorte, il battistrada per altre produzioni agroalimentari sarà il frutto meno “italiano” da noi coltivato a ritmo intensivo: è infatti originario proprio della Cina.
Fino ad oggi il blocco delle importazioni era stato motivato dal governo cinese dal presunto pericolo della diffusione di insetti dannosi per le piante, come la mosca mediterranea della frutta, ma l'aumento dei consumi e la maggiore disponibilità economica può aprire nuove opportunità per tutta la nostra agricoltura. Si sta pensando, ad esempio, all'esportazione in quel Paese del frutto preferito dai cinesi, la mela, che in Italia vanta una produzione eccellente sia a livello qualitativo sia quantitativo.