Il consumo di pasta degli italiani non subisce tracolli
L’Italia è stabilmente in testa alla graduatoria mondiale di produzione e consumo di paste alimentari, con un indice di penetrazione nelle famiglie molto elevato e una distribuzione degli stessi che presenta al sud una predominanza della pasta di semola nel comparto primo piatto. Nel 2007 secondo i dati Unipi il mercato nazionale della pasta secca ha raggiunto 1.403.000 tonnellate, con un calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. Il 92,7% dei volumi è costituito da pasta secca di semola (con un trend pari a -2,5%), il 6,8% da pasta all’uovo (-1%) e lo 0,5% da pasta secca ripiena (-6,7%). Lo shock dell’aumento di prezzo del grano duro ha condizionato pesantemente la struttura dei costi di approvvigionamento delle imprese ma non ha influenzato più di tanto il consumo di pasta secca, che rimane un prodotto base e il più economico nell’area dei primi piatti. Ciò che influenza maggiormente la domanda è in realtà il cambiamento progressivo delle abitudini di consumo, legato in buona parte a nuovi stili di vita. A fronte di un aumento dei pasti fuori casa vi è stata una diminuzione dell’utilizzo in casa, quantificato dal panel Ismea-ACNielsen sui consumi domestici in poco più del 5% nel periodo 2003-2007 per la pasta di semola e all’uovo mentre la pasta integrale è aumentata del 57,2%. Nel canale famiglie la concorrenza nell’area del primo piatto è fortemente aumentata negli anni.
Dall’analisi delle vendite nel canale moderno a tutto maggio 2008, emergono come categorie più dinamiche quelle a maggior contenuto d’innovazione e di servizio: pasta secca e riso rimangono sostanzialmente stabili, mentre crescono con tassi intorno al 4% pasta fresca e primi surgelati, del 15% i primi in busta e con tassi ancora superiori i primi piatti freschi. Se poi aggiungiamo categorie alternative al primo tradizionale come pizze fresche e surgelate e cibi etnici il quadro concorrenziale si fa ancora più agguerrito. Vero è che la pasta secca di semola e all’uovo mantiene, considerando l’insieme di tutti questi segmenti, un peso predominante nelle vendite delle superfici moderne a volume, con un peso superiore al 66% e di oltre il 70% se escludiamo pizze e specialità etniche.
Il profilo del consumatore di pasta secca
PENETRAZIONE Presenza quasi capillare nelle famiglie e frequenza di consumo di 4,8 volte a settimana
AREA DI RESIDENZA
Nel canale domestico quasi il 40% dei volumi di pasta di semola è in area 4 con acquisti pro capite più elevati (così come al centro) rispetto alla media nazionale. Per la pasta all’uovo primeggiano area 2 e area 3 con il 54% dei volumi
FUNZIONI D’USO
Prendendo in esame gli assortimenti del canale moderno, il 50% in volume spetta alla pasta corta, il 30% a quella lunga, il 14% all’utilizzo per minestre e la quota restante a nidi e pasta per forno e speciale all’uovo (il segmento minore ma leggermente più dinamico nell’ultimo anno)
LUOGHI D’ACQUISTO
Nel retail il canale iper+super+libero servizio assomma il 75,6% dei volumi, il discount è cresciuto al 12% mentre il grocery ha il 12,4%