
Partendo da questa constatazione nasce, dunque, la necessità di indagare le potenzialità del punto di vendita, non solo come “magazzino efficiente” che contiene “tutto sotto lo stesso tetto”, ma anche come luogo di comunicazione non ambigua e diretta allo shopper quando dedica attenzione al prodotto e alla marca. Certo, la complessità dei processi cognitivi sul punto di vendita rende paticolarmente complessa la valutazione della reale efficacia di una campagna. Ciò nonostante, per la prima volta in Italia, è dimostrato che misurare questo parametro è certamente possibile. Il convegno ha mostrato le evidenze dei primi test scientifici condotti negli Stati Uniti e in altri paesi europei.
A parlarne è stato Martin Kingdon, presidente di Popai Uk, presentando i risultati ottenuti negli Usa e in Uk nell'ambito della ricerca Mari (Marketing at retail Initiative) sullo Shopper Engagement, condotta in diversi settori del retail. Lo studio è progettato per divenire il metro di misura nei rilevamenti in-store che potranno essere utilizzati in sinergia con i piani di valutazione rivolti ai differenti tipi di media. La ricerca Mari fornisce un'unità di misura uniforme che può essere usata da marchi e agenzie per pianificare efficienti campagne pubblicitarie e, quando sarà applicato ad un numero cospicuo di pdv, darà la possibilità di condurre analisi critiche dei marchi e di stilare veri e propri prospetti delle performance di categoria.
Popai, letteralmente Point of Purchaise Advertising Iternational, aggrega aziende e professionisti coinvolti in via continuativa nelle attività all'interno dei pinti di vendita. Ma è proprio Popai Italia che, da 1995, si è focalizzato sull'evoluzione del ruolo dei punti di vendita e del retail.
































