La penetrazione nelle famiglie delle diverse categorie di prodotto è significativa e indice di un certo radicamento nelle abitudini alimentari degli italiani: risulta tra il 45-50% per sottoli e sottaceti, è di oltre il 50% per le olive e di quasi il 40% per i condimenti per riso e pasta. Il punto debole storico del mercato è la frequenza di consumo saltuaria, legata alla funzione d’uso principale, che rimane quella di antipasto/stuzzichino, alla stagionalità del consumo e a occasioni di utilizzo che difficilmente possono assumere un ritmo quotidiano.
In sostanza sottoli, sottaceti e olive hanno complessivamente un’elevata presenza tra le mura domestiche ma vengono consumati quasi sempre in occasioni particolari o svolgono un ruolo di ingrediente.
I nuovi canali
L’evoluzione del settore si è orientata soprattutto verso le specialità, in particolare sott’olio, per allargare il consumo all’area dei contorni pronti, ma i tentativi si sono risolti prevalentemente in un processo di sostituzione verso i prodotti più tradizionali pur avendo avuto un ruolo importante nel sostenere il valore del mercato. Dal punto di vista dei volumi si può dire che le opportunità di crescita vanno ricercate in questo momento più nell’export e nel catering, canale che risulta però attualmente stabile e viene stimato in oltre 3.000 tonnellate, mentre nel retail i volumi sono pari a circa 72.500 tonnellate per un valore al consumo di 465 milioni di euro. Se si vuole trovare una nota positiva per quanto riguarda il canale alimentare questa è costituita dal fatto che, almeno nel canale moderno, il mix degli assortimenti cresce seppur leggermente in valore a fronte della stagnazione dei volumi, nonostante la forte pressione delle marche commerciali e la concorrenza dei discount.
Bisogna altresì sottolineare che in un periodo di crisi dei consumi e di diminuzione della disponibilità alla spesa di ampie categorie di consumatori, il fatto di mantenere più o meno inalterati i volumi è un fatto positivo, soprattutto se si considera che i prodotti in oggetto non rientrano nella spesa di base e hanno un costo unitario abbastanza elevato. In questo senso la leva promozionale rimane importante per sostenere gli acquisti.
| Il profilo del consumatore di sottoli e sottaceti | ||
| PENETRAZIONE Circa due terzi delle famiglie acquistano sottoli e/o sottaceti almeno una volta l’anno. Per le olive la penetrazione supera il 50%. |
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| AREA DI RESIDENZA Quasi Il 60% dei volumi nel caso delle olive e il 62% per sottoli e sottaceti vengono acquistati al nord. Il nord-est è l’area di maggior consumo, il sud quella debole (in particolare nel canale moderno incide sui volumi solo per il 14%). |
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| STATUS SOCIALE Scarse differenze sotto il profilo delle variabili socio-economiche. |
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| CONSUMATORE Il target è più focalizzato sui consumatori tradizionali per sottoli e sottaceti standard. L’innovazione nei condimenti e nel comparto dei contorni mira anche ad attrarre maggiormente i consumatori giovani. |
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