Gli italiani sono sempre più attenti a ciò che mangiano e lo dimostrano anche nella scelta delle consumazioni di fronte ai distributori automatici. La sensibilità verso tutto ciò che è in linea con la salute ha fatto sì che in passato le vending machine siano state messe al bando per la loro offerta non proprio legata al concetto di benessere. Dal canto suo la distribuzione automatica ha dato prova, invece, di attenzione impegnandosi al fine di promuovere sani stili di vita e aderendo al protocollo d’intesa sottoscritto dal ministero della Salute con Confcommercio e altre associazioni della filiera alimentare. L’impegno ha portato a una maggiore presenza di alimenti freschi come frutta, yogurt, insalate ecc. nell’assortimento vending, tanto che i risultati sia in termini di volumi sia in termini di fatturato confermano che l’introduzione di questi prodotti rappresenta la strada giusta da perseguire. Dal 2005 al 2007 gli snack hanno registrato, infatti, una crescita a volume del 20% a fronte del 10% delle bevande calde e del 6% di quelle fredde, mentre la percentuale di crescita degli snack in termini di fatturato sale a 30% rispetto al caldo che raggiunge un 10% e alle bevande fredde con poco più dell’8%. Nel dettaglio il consumo di alimenti freschi, classificati come snack, raggiunge il 7% della categoria a cui appartengono, superando i 50 milioni di consumazioni. La maggiore mobilità degli italiani ha portato, inoltre, a un’offerta di piatti pronti (pizze, primi piatti ecc.) in sostituzione del pranzo.
Caffè per tutti
In futuro l’offerta sarà, dunque, sempre più vicina ad alimenti freschi in grado di soddisfare le necessità salutistiche degli italiani. A oggi il caffè rappresenta comunque la preparazione più richiesta: sono quasi 4 miliardi le consumazioni di cui circa 2 miliardi da caffè in grani, oltre 1 miliardo di cialde. Le macchine dispensatrici di caffè equivalgono al 70% del mercato. Tralasciando l’offerta alimentare, anche il non-food ha registrato in questi ultimi anni una spinta favorevole. Libri, fiori, cellulari, iPod, T-shirt, energia elettrica sono solo alcuni esempi di come i distributori automatici si stiano evolvendo verso un’offerta alternativa. È recente, per esempio, la presentazione di un distributore ideato dalla nipponica Onitsuka Tiger per la vendita di sneaker.
| In futuro macchine più emozionali per un’offerta dal carattere non-food | ||||||||||||||
| VENDING MACHINE | LOCATION | FREQUENZA | SPESA PRO CAPITE | OBIETTIVO | POSIZIONAMENTO | IMMAGINE | ||||||||
| ODIERNA | Luoghi non aperti al pubblico. Prevalentemente uffici, ma anche scuole e ospedali |
Elevata. Soggetta al bisogno del consumatore |
Bassa | Assumere un’identità più salutistica |
Trasversale con prevalenza di pubblico d’ufficio |
Funzionale | ||||||||
| DEL FUTURO | Ambienti aperti quali strade cittadine, giardini pubblici ecc. dove poter soddisfare i bisogni di consumatori “in corsa” spasmodica |
Elevata. Non più soggetta alla necessità, ma spinta dalla carica emotiva trasmessa dalla macchina |
Alta | Sviluppare nuove offerte non-food che incentivano l’acquisto |
Trasversale, ma proiettato a un target più evoluto |
Emozionale | ||||||||
+ |
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• Flessibilità dell’offerta |
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| - | ||
| • I costi per il rifornimento potrebbero rallentare lo sviluppo di alimenti freschi |





































