Il prezzo di un abito classico da uomo classico “bespoke” (giacca a tre due/tre bottoni + pantalone con turn up ed eventuale panciotto, che sta tornando di moda) può variare da un minimo di 800 a un massimo di 1.500 euro: non sono prezzi alla portata di tutti, è vero, ma un abito su misura per adulto dura una vita. La sartoria artigianale è una nicchia che offre prospettive interessanti, perché in tempi di crisi si può ridurre la quantità di ordini - come in effetti è successo, soprattutto nelle grandi città come Milano - ma i clienti fedeli rimangono. La situazione economica non ha risparmiato i suoi colpi, più o meno forti, anche su questo settore dell’artigianato: “Abbiamo perso soprattutto quei clienti che ordinavano 4-5 abiti alla volta - precisa la sartoria Missaglia di Viale Zara, a Milano, una delle più interessanti nel rapporto qualità/prezzo - ma il desiderio di un abito su misura è a prova di recessione.
Semmai, è necessario in questi periodi limare un po’ i prezzi verso il basso”. Anzi, la crisi sta aiutando il settore. Il carovita ha contribuito a diminuire il divario economico tra “fatto in serie” e “fatto a mano”. Così, capita ormai sempre più spesso che i prezzi di un completo su misura non si discostino moltissimo da quelli esposti in una vetrina di un negozio specializzato in centro città. Non tutti possono permettersi l’abito su misura, ma vestirsi bene è un’esigenza che anche le fasce più giovani cominciano a sentire: una volta nella vita bisogna sentirsi un po’ “dapper” o dandy e il sarto ci può dare questa soddisfazione, a prezzi non irraggiungibili. Nella sola Brescia, dove lavora un famoso sarto, Franco Dreon, che taglia e cuce dall’età di 12 anni, e fa parte oggi dell’Accademia nazionali dei sartori (la più antica corporazione di maestri sarti, fondata nel 1575 da papa Gregorio XIII) i circa 100 operatori movimentano circa dai 6 ai 7 milioni di euro l’anno. Se guardiamo alla situazione attuale le 18.000 sartorie del nostro Paese potrebbero correre il rischio d’estinzione, non certo per le criticità del mercato, ma per mancanza di manodopera e ricambio di generazionale. I giovani non vogliono fare questo lavoro (anche perché un apprendista guadagna poco e deve lavorare molto) e l’alternativa è formare manodopera extracomunitaria





































