Ma in tutto questo tempo trascorso davanti al computer, che fanno i naviganti? Decidono della loro vita: dove andare in vacanza, ad esempio, quale albergo scegliere e dove comprare il biglietto aereo più economico. Soprattutto, raccolgono informazioni su prodotti e servizi. Che magari poi acquistano online per risparmiare tempo, oppure compreranno in un negozio “reale”. Però la ricerca fatta saltando di sito in sito spesso li porta a scegliere una marca diversa da quella che avevano individuato in partenza. La fascia di età più attiva, quella dei 25-34enni, che per la metà è iscritta a un social network, oltre ad organizzare vacanze, visita spesso siti di moda e abbigliamento.
Tutti gli indici del Mediascope Europe 2008, l'indagine con la quale l'Eiaa (European Interactive Advertising Association) annualmente monitora l'utilizzo dei media in dieci Paesi Europei (Regno Unito, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania, Olanda, Francia, Spagna, Italia e Belgio) hanno registrato un incremento rispetto all'anno precedente su tutti i fronti: e-commerce, ore trascorse davanti a Internet, utenti che utilizzano il collegamento wireless. Unico dato immutabile è l'ultimo posto dell'Italia in tutte le categorie. Eppure anche nel nostro Paese il popolo degli internauti inizia ad essere consistente: 20 milioni online ogni settimana, il 39% dei quali si collega tutti i giorni.
Sempre più internettiani hanno abbandonato ogni remora e si sono buttati nello shopping sul web: l'e-commerce ha raggiunto i 9,4 acquisti in sei mesi tra gli utilizzatori della rete contro i 7,7 del 2007.
Smarcati dalla marca
Sempre più la rete sta dunque diventando “compagno di shopping” e consulente, luogo privilegiato dove comparare i prezzi e le marche, raccogliere informazioni aggiornate su un prodotto o un servizio navigando per chat e blog di clienti-utilizzatori, ma anche di “esperti”, e quindi prendere una decisione. Già nel 2007 4 europei su 10 (ma in Italia il dato scendeva al 27%) hanno cambiato idea sull'acquisto di un prodotto online dopo avere fatto ricerche su Internet (fonte EIAA). Anche se, almeno per ora, il passaparola resta la fonte più autorevole. Oggi per il 38% degli italiani la ricerca online influisce sulle decisioni relative al marchio da acquistare.
La tendenza è avvalorata anche dalle statistiche sull'uso dei motori di ricerca: uno studio recente (fonte Hitwise) ha studiato le frasi chiave più utilizzate in Gran Bretagna: l'88% (contro il 65% del 2005) è costituito da nomi di aziende, siti web o prodotti. A riprova che ormai prima di comprare un prodotto che non sia un chilo di patate, la stragrande maggioranza di chi ha a casa un computer collegato corre a verificare prezzi e prestazioni, a partire dal sito della marca individuata. Sempre meno utilizzate le ricerche libere invece, tipo “voli economici” o “lettori Mp3”. Ma non è detto che poi chi cerca compra. Ad ulteriore conferma della infedeltà suscitata dal mezzo, quasi il 10% di chi accede a Internet digitando il nome di uno dei 100 marchi primari finisce la navigazione in un altro sito, magari della concorrenza.
Insomma, sono sempre di più le persone che utilizzano Internet per comparare i prezzi, informarsi nei blog e nei social network (ormai in cima a tutte le classifiche dei siti più visitati) sulle reali performance di un prodotto e in definitiva prendere una decisione che faccia loro risparmiare tempo e denaro.
Anche le aziende se ne stanno accorgendo: tanto che gli investimenti pubblicitari sul web anche (o proprio?) in tempi di crisi aumentano a danno di tv e stampa. Secondo l'Internet AD Barometer 2009 EIAA, Internet è oggi il medium preferito dalle aziende per ottimizzare i risultati degli investimenti pubblicitari. L'81% degli intervistati (persone che all'interno di un'azienda decidono come gestire la promozione) ha dichiarato che nel 2008 la spesa destinata all'online è cresciuta in modo consistente, e prevede un uguale trend nei due anni successivi (+16% nel 2009 e +17% nel 2010). Il 40% degli inserzionisti vede Internet come mezzo decisivo per influenzare le decisioni di acquisto (era il 30% nel 2006), aumentare le vendite (46% contro il 31%) e aumentare la fedeltà dei clienti (23%).
Dai viaggi alla salute, ormai si cerca in rete
Top 10 delle attività svolte con più frequenza grazie a Internet
| Tenersi in contatto con amici e parenti |
73% |
| Prenotare vacanze/organizzare viaggi | 54% |
| Scegliere i prodotti o servizi migliori | 51% |
| Gestire le proprie finanze | 46% |
| Consultare informazioni sulla salute | 42% |
| Accedere a informazioni sull'amministrazione locale | 39% |
| Mantenersi aggiornati sui problemi ambientali | 35% |
| Prepararsi meglio ai cambiamenti del proprio stile di vita | 19% |
| Fare offerte di beneficenza | 14% |
| Confrontarsi con partiti politici e pubblica amministrazione | 12% |
Sempre più connessi
Confronto tra i dati del monitoraggio del 2004 con quelli del 2008
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Studio 2004 |
Studio 2008 |
Var. 04/08 |
| Uso settimanale di Internet |
47% | 60% | +28% |
| Uso giornaliero di Internet | 47% | 59% | +25% |
| Uso di Internet nel fine settimana | 39% | 51% | +31% |
| Giorni trascorsi online ogni settimana (media) | 4,9 | 5,6 | +14% |
| Tempo trascorso online ogni settimana | 8,8 ore | 12,0 ore | + 36% |
| Tassi di diffusione della banda larga | 56% | 80% | +43% |
E-commerce senza più paura
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Studio 2004 |
Studio 2008 |
Var. 04/08 |
| Navigatori decisi all'acquisto dopo una ricerca online | 50% |
87% | +74% |
| Ricercato online | 80% | 97% | +21% |
| Acquistato online | 40% | 84% | +110% |
| Ricercato online, acquistato off line | 57% | 85% | +49% |





































