
1. Decisi e propensi rappresentano la maggioranza
2. Pronti a spendere di più
84%, a tanto ammonta la quota di consumatori disposti a differenziare il proprio portafoglio e a pagare un premium price per un'offerta “verde”. È quanto emerge da una ricerca condotta da Arthur D. Little sull'universo dei green consumer secondo la quale il 70% è rappresentato dal popolo dei propensi ovvero da coloro che manifestano un'inclinazione al consumo di prodotti sostenibili. Il tema del green consuming rappresenta, infatti, in seno ai consumatori uno degli orientamenti più sentiti tanto da far avvicinare i brand alla sostenibilità ambientale rendendo quest'ultima un ingrediente necessario nel processo di gestione della relazione con il cliente.
Un giacimento inesplorato
I consumatori palesano una forte consapevolezza sull'importanza della sostenibilità ambientale manifestando in ogni gesto quotidiano comportamenti che scindono dall'obbligatorietà normativa. Secondo l'analisi di Arthur D. Little il 68% degli italiani si impegna nell'ambito delle proprie abitudini giornaliere senza intermediazione, mentre solo il 10% dichiara di non impegnarsi. Sebbene la maggioranza degli italiani possiede un portafoglio dedicato all'acquisto di prodotti o servizi verdi, sullo scaffale non vi è ancora una presenza sufficiente a soddisfare le esigenze dei consumatori. Tra i fattori di aumento dell'acquisto di prodotti sostenibili, risulta, infatti, che una maggiore ampiezza dell'offerta possa essere tra i principali motivi di attrattività, seguito da una più intensa informazione e un maggior budget disponibile. Oltre il 50% dei consumatori a fronte di un aumento dell'offerta e dell'informazione è disposto, dunque, a incrementare i propri consumi di prodotti verdi.
Profili diversi
La propensione alla sostenibilità ambientale è maggiormente evidente negli anziani, mentre i giovani sono in gran parte disinteressati al problema. Comportamenti differenti che si evidenziano in una ricerca voluta da Henkel Italia e realizzata da Target Research, dove gli italiani si rivelano un popolo dai molteplici profili. Circa il 31% dei consumatori può essere definito cittadino sostenibile, sensibile ai problemi ambientali con una conoscenza approfondita costantemente aggiornata. Cittadino risparmiatore si può etichettare, invece, il 27,8% degli italiani che non ha una particolare coscienza sostenibile ma adotta spesso un comportamento orientato alla sostenibilità. Scostanti alle problematiche sostenibili, si individuano gli scettici (13,6%) e gli indifferenti (27,8%). Questi ultimi sono totalmente disinteressati a dare il proprio contributo, consumano senza pensare alle possibili conseguenze ecologiche e basano le loro scelte sulla marca. Se i consumatori offline si possono definire green consumer, non da meno sono quelli online che dal web danno ampio consenso al mondo ecosostenibile. Lo conferma uno studio di DoubleClick Performics secondo il quale i cybernauti sono interessati all'acquisto di prodotti green tanto da spendere anche il 5% in più quando si tratta di imprese che promuovono la sostenibilità. E il web è senza dubbio un canale ideale per informare e dare impulso all'argomento, soprattutto se si vuole andare a “colpire” quel pubblico giovane ancora poco avvezzo al green consuming. Tra le campagne online eco-sostenibili da segnalare quella di Coca-Cola al sito www.livepositively.com dove il gruppo accoglie i navigatori con un “benvenuto nella community dove aiuti a realizzare cose buone”. Per una filosofia tutta green.
Più attuale che mai
8% i consumatori che pensano che sia già troppo tardi affrontare il tema della sostenibilità
59% quelli che ritengono giusto trattarlo oggi
Più
• Grandi potenziali inesplorati
Meno
• Poca attenzione dei giovani che saranno gli adulti del domani






































