2. Non tutte le insegne seguono lo stesso trend
I freschi di peso variabile rilevati nel mese di gennaio sono le carni bovine, delle quali si sono considerati gli stessi tagli dello scorso anno, di cui 8 si riferiscono al bovino adulto e 9 al vitello. Anche i punti di vendita presi in considerazione sono i medesimi 8 tutti situati in Milano ed hinterland. I prezzi complessivamente raffrontati sono 129, rispetto all'anno scorso si nota la mancanza di alcuni tagli. Subito si rileva la prevalenza degli aumenti, 68, pari al 53%; i ribassi sono 40 (31%) e gli invariati 21 (16,3%). Gli aumenti sono diffusi in prevalenza sui tagli più pregiati, il roast beef a fette ha subito aumenti nel 100% dei casi; in alcuni casi gli aumenti sono rilevanti. Le offerte speciali non sono molte, per la maggior parte solo nei tagli di maggiore rotazione come le fettine e la polpa. I prezzi ribassati o invariati sono in prevalenza nella carne di vitello: punta, fesa fettine e arrosto arrotolato.

Anche a livello di insegne prevalgono gli aumenti (in 5 insegne) che spesso sono sensibili, mentre in 3 prevalgono i ribassi. Seppur la rilevazione tende ad evidenziare gli scostamenti tra un anno e l'altro e non le differenze di prezzo tra le insegne, si notano prezzi spesso difformi. Da Auchan prevalgono gli aumenti ma alcuni tagli sono tra i più convenienti se paragonati alle altre insegne. Netti i rialzi anche da Pam, ben 12 su 15. Prevalgono invece i ribassi da Carrefour, Iper ed Esselunga, insegne che spesso hanno i prezzi più bassi in assoluto. Quasi tutti i tagli sono preconfezionati, solo Iper e Coop hanno anche la carne al taglio ma a prezzi più elevati. Per alcuni tagli l'offerta è diversificata ovvero i prezzi variano in base alla provenienza della carne. Di tutti i prodotti si è comunque rilevato il prezzo più basso a meno che non si trattasse di confezioni famiglia poiché si sono considerate solo le confezioni di dimensioni medie.





































