Da Università di Perugia arriva un metodo per stabilire quali siano le condizioni climatiche ottimali affinché avvenga la liberazione di polline in atmosfera da parte di alcune specie arboree, quali olivo, vite, nocciolo, castagno, pistacchio e, quindi, prevederne la futura produzione in frutti. La possibilità di avere dati di previsioni della produzione diversi mesi prima della raccolta costituisce uno strumento importante a livello macro e micro economico. Tali dati possono essere utilizzati dalle Regioni nella programmazione dei servizi di assistenza tecnica, di aiuti alla produzione e commercializzazione, e/o sistemi legislativi d'intervento. I dati risultano utili, poi, per diversi soggetti della produzione (imprese agricole, associazioni produttori, frantoi o cantine ecc.) sia per la gestione delle scorte sia eventualmente per far fronte alle necessità di approvvigionamento di nuovo prodotto. Il monitoraggio delle particelle biologiche aerodisperse, attraverso strumenti sofisticati che aspirano aria in maniera costante e permettono la cattura del particolato e la sua fissazione su materiale adesivo, senza variarne le caratteristiche fisico-chimiche è possibile solo in piante che affidano al vento (anemofilia) il trasporto del loro materiale riproduttivo. Ma consente di restringere il margine d'errore previsionale fino al 5% (contro il 25% che caratterizza le annate con particolari anomalie climatiche).