Ma come stanno i primi della classe?
Insomma tutti soffrono, questo è chiaro. Ma Internet, in questo momento di difficoltà economica a livello mondiale, è considerato più come una risorsa che come una commodity di cui si può fare a meno. Tutto questo è confermato da uno studio effettuato sul mercato americano, interessante per cogliere quelli che potrebbero essere i trend futuri da noi, e anche per avere una fotografia dello stato dell'arte dell'e-business nel suo mercato più maturo. La ricerca effettuata da comScore, azienda americana specializzata in marketing digitale e monitoraggio su web, è stata effettuata su un panel di due milioni di utenti internet e arriva alla fine di aprile, coprendo quindi il primo quadrimestre del 2009
Le vendite online, in costante aumento negli anni hanno registrato un trend negativo solo alla fine del 2008 e hanno già cominciato a riemergere. In generale solo i redditi più bassi hanno voltato le spalle all'acquisto online, con un -10%, mentre sopra i 50.000 dollari di reddito l'e-commerce ha tenuto, con crescite del 2-3% sul 2008. Allo stesso tempo, e non sorprendentemente, le fasce più giovani (fino a 44 anni) continuano a spendere online, mentre i più anziani si ritirano, presumibilmente non tanto per mancanza di fondi (stiamo parlando delle fasce di reddito più alte), quanto per una maggiore propensione al risparmio, incrementato del 32% sul quadrimestre precedente.
Andamento vendite Usa on e offline

La percezione del consumatore
Dall'indagine emerge un consumatore “preoccupato come mai prima d'ora del futuro economico” (con quote che raggiungono l'80% per redditi sotto i 50.000 dollari e l'83% nella fascia 50-100.000 dollari di reddito annuo) la cui preoccupazione principale, a tutti i livelli di reddito, è quella di perdere il lavoro. Un problema concreto, visto che un intervistato su quattro ha dichiarato che nel suo nucleo familiare nell'ultimo anno qualcuno ha perso il lavoro, e che il tasso di disoccupazione Usa è giunto oggi all'8,9%.
Lo spettro disoccupazione porta a una maggiore sensibilità ai prezzi: il loro aumento è il secondo motivo di preoccupazione. E infatti il consumatore obiettivamente consuma meno. Rispetto all'anno passato le vendite al dettaglio sotto di quasi 10 punti a livello nominale, un po' meno come vendite reali.
Una delle risposte all'aumento dei prezzi sono le promozioni e i buoni sconto. La loro ricerca su web è aumentata del 90% rispetto all'anno scorso, mentre il 60% degli internauti intervistati dichiara di usarli di più: reperendoli classicamente nel quotidiano della domenica o nei negozi, ma sempre più spesso su internet.
Su fitness e libri, giù spettacoli e musica
Ma cosa si vende di più online al momento? Andando nel dettaglio dei vari settori merceologici, gli incrementi sono dalla parte di attività da svolgere a casa o all'aperto, come attrezzatura per sport e fitness, libri e riviste e videogame. A conferma di un generalizzato ripiegamento verso il famigliare e di una fuga dai locali e dai luoghi pubblici di intrattenimento, diminuiscono le vendite dei biglietti per spettacoli (-9%) e viene dato un taglio netto all'acquisto superfluo o rimandabile (materiale per ufficio, gioielli, ma anche accessori per il Pc e mobili).
È interessante notare come per le stesse categorie di prodotto, le vendite “reali” hanno registrato trend sempre più negativi rispetto alle vendite online, con scarti che vanno dai 2 ai 10 punti percentuali.
Vendite online per settore, variazione 1° quad 09 su 08
| Sport e fitness | 23% |
| Libri e riviste | 19% |
| Videogame console e accessori | 12% |
| Software (giochi per Pc) | 12% |
| Abbigliamento e accessori | -1% |
| Computer e periferiche | -2% |
| Gioielleria e orologi | -7% |
| Elettronica di consumo (x Pc) | -8% |
| Giochi e hobby | -8% |
| Mobili per casa e giardino | -9% |
| Biglietti per spettacoli | -9% |
| Fiori e regali | -11% |
| Musica film e video (esclusi download) |
-22% |
| Forniture per ufficio | -28% |
Fonte: comScore
Internet sempre più presente, Google e Twitter le star
A domanda diretta, la risposta è forte e chiara: sette consumatori su 10 ritengono che internet sia per loro più importante rispetto a un anno fa. E il 74% dichiara che, anche prima di decidere di comprare in negozio, “passa” prima per il web. Consultando i motori di ricerca (nel 72% dei casi, +5% sul quadrimestre precedente con Google sul podio incontrastato con la sua quota che viaggia intorno al 64%), i siti dove trovare buoni sconto (54%), di comparazione prezzi (46%) e le aste online (44%). Tra i social network, che influenzano le vendite (20% di probabilità di acquisto in più rispetto alla popolazione internettiana totale), il più influente è al momento Twitter, un sito che in un anno (aprile 08/aprile 09) è cresciuto del 3000% e che scavalca alla grande i “vecchi” Facebook e Myspace. ComScore ha rilevato come i frequentatori di Twitter hanno il 76% di probabilità in più di visitare un sito che offre buoni sconti. E le aziende se ne sono accorte, tanto che utilizzano sempre più Twitter per informare su nuovi prodotti o promozioni, ma anche per lanciare offerte “Twitter only”, solo per iscritti.





































