
2. La segmentazione spinge anche le Pl verso il premium price
Serge Papin, presidente di Système U, gruppo del commercio associato francese, con una quota del 9% delle vendite della distribuzione moderna, ha dichiarato di recente “d'ora in poi l'immagine di convenienza si otterrà con i marchi del distributore”. Se si tiene conto che in Francia ci sono insegne come Casino per le quali i prodotti a marchio rappresentano il 50% del giro di affari, ma che, in generale, la quota dei prodotti a marchio è dell'ordine del 25%, l'affermazione acquista un significato premonitore. La nostra distribuzione, nello specifico, ha un livello di efficacia inferiore a quello francese, ma se i valori assoluti sono molto diversi, quelli tendenziali forniscono le stesse indicazioni.
Il ruolo che i prodotti a marchio del distributore stanno assumendo non deriva solo dal loro peso sul giro di affari e sull'immagine del punto di vendita, ma dalla profonda modifica che la struttura per marche e la composizione per categorie dell'offerta dei punti di vendita moderni ha subito. Tutto il merchandising della moderna distribuzione alimentare, sul quale si è costruito il successo della sua offerta, si è basato sulla contrapposizione fra l'area dei prodotti di marca (il cui peso sulle vendite storicamente era nell'ordine del 55%) e quella dei prodotti di convenienza, non solo primi prezzi, ma soprattutto seconde linee di prezzo che pesavano intorno a un terzo delle vendite. Fra i due estremi era presente una serie di prodotti commodity o di servizio, normalmente unbranded, che coprivano grosso modo il 10% delle vendite. Fuori da questo meccanismo di composizione dell'offerta sono restati gli hard discount e le rare insegne che offrono quasi esclusivamente prodotti a loro marchio.
Curva di crescita
A misura che la personalizzazione dei concept e delle insegne ha prevalso sulla formula supermercato (sulla quale si sono sostenute a lungo molte insegne) i prodotti a marchio del distributore, insinuatisi nell'area delle marche, hanno iniziato il loro cammino che li ha visti restare a lungo (fino al 2006) su valori di poco superiori al 10% delle vendite del grocery, per poi subire un'accelerazione che li ha portati in due anni a sfiorare il quindici. Contemporaneamente i prodotti di marca leader hanno visto ridursi proporzionalmente la loro quota.
Il punto di svolta si è verificato quando le insegne più evolute della distribuzione moderna, utilizzando la stessa strategia di posizionamento dei marchi dell'industria, hanno segmentato i propri marchi su più livelli di valore, così che all'originario e tradizionale marchio bandiera e insegna si sono via via aggiunti marchi propri o esclusivi per i prodotti di primo prezzo, marchi specializzati od ombrello per prodotti di qualità premium, fino a entrare in segmenti specializzati quali quelli dei prodotti biologici o dei prodotti verdi, per arrivare infine alla proposta personalizzata di prodotti del commercio equo e solidale.
Nuovi assortimenti
Questa evoluzione ha incontrato il favore del consumatore che desiderava, per ragioni più volte individuate, contenere le spese per i prodotti di largo consumo, ma non rinunciare alla qualità a cui l'avevano abituato le marche. Sta di fatto che, dopo molti decenni, le vendite della distribuzione moderna aumentano solo per effetto dello sviluppo dei nuovi punti di vendita e per il trascinamento delle marche del distributore, il cui tasso di crescita ha superato, nel 2008, il 10% sull'anno precedente.
In questo ribaltamento di ruoli e valori i prodotti a marchio stanno assumendo un ruolo sempre più decisivo per le scelte del consumatore fino ad arrivare a costituire la struttura portante degli assortimenti. L'apprezzamento dei consumatori per l'offerta si trasferirà principalmente sulle gamme dei prodotti a marchio, soprattutto in termini di rapporto prezzo/qualità.
La grande differenza di penetrazione dei marchi del distributore, oggi esistente nelle varie insegne, rappresenterà la leva competitiva base e offrirà una nuova modalità di confronto, che condizionerà un diverso rapporto fiduciario fra insegna e consumatore.
I grandi gruppi internazionali stanno investendo in questa direzione ampliando le loro gamme: per esempio Carrefour rilancia i prodotti bianchi. In questa sfida competitiva globale, molte insegne italiane del commercio associato rischiano di restare emarginate.
Private label e copertura dei mercati
| Segmentazione |
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Posizionamento |
| Gamma dei prodotti di primo prezzo | Prodotti discount | Prezzi discount - qualità inferiore |
| Gamma dei prodotti bandiera (insegna) | Marche tradizionali e follower | Prezzi del 20-30% inferiori a quelli delle marche. Qualità equiparabile per i prodotti banali |
| Gamma dei prodotti premium | Prodotti Dop, Docg, Igp, specialità regionali | Qualità simile alle specialità regionali. Prezzi inferiori del 10-20% |
| Gamma dei prodotti bioverdi | Prodotti biologici per negozi specializzati | Qualità comparabile.
Prezzi inferiori del 15-30% |
| Gamma dei prodotti del commercio equo solidale | Stesse gamme proposte
dalle Onlus del settore
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Prezzi e qualità comparabili |
Fonte: elaborazione dell'autore © MARK UP





































