Presenta prestazioni simili ai concimi animali del passato. Ricerca di Uni Bologna nell'ambito della coltivazione delle pesche
Patrizia Romagnoli
03 Aprile 2008
Pesca con i profumi di una volta, ricca di antiossidanti, vitamine e acidi organici pregevoli per la salute, con il giusto grado di zucchero e di acidità: è quella che si ottiene usando compost di qualità, elaborato a partire dai rifiuti organici ritirati dalla raccolta differenziata dalle aziende di igiene urbana e dai grandi complessi industriali dell’agroalimentare. Il compost (che presenta performances simili a quelle del letame bovino ormai, però, introvabile) batte il concime minerale “industriale” di alcune lunghezze. Lo dimostrano i dati raccolti dai ricercatori del campus agroalimentare di Cesena (Università di Bologna), guidati da Bruno Marangoni, che nel corso di sei anni di lavoro in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, hanno confrontato i risultati della concimazione delle piante di pesco con prodotti differenti: urea, letame, compost di qualità in due dosi diverse, rispettivamente 5 e 10 tonnellate per ettaro.
I risultati Con la dose più elevata di compost si ottengono pesche dal colore più intenso e scuro, e con una maggior quantità di composti aromatici. Superiori per profumo e composti benefici per la salute più che per zuccheri e acidità, queste pesche sono sicuramente in grado di dare soddisfazione economica a produttori. Pesche “di una volta” da zone vocate possono spuntare quotazioni migliori, a fronte di costi inferiori sul piano della coltivazione. Sul costo del compost grava soprattutto il trasporto di quantitativi per ettaro di dieci volte superiori a quelli del concime minerale, a fronte però di prezzi del concime minerale in aumento. In una prospettiva più ampia, si tratta di migliorare l’organizzazione in modo da connettere logisticamente fornitori di compost (ora alla sperimentazione in Romagna partecipano le aziende di igiene urbana regionali e il consorzio Caviro, che fornisce gli scarti dell’impianto di lavorazione delle uve) con i frutticoltori. Evidente anche il vantaggio ambientale, sia dal punto di vista dello smaltimento, sia della salute delle piante e dei terreni. I peschi trattati con compost presentano un migliore equilibrio tra vegetazione e frutti mentre il terreno “respira” meglio rispetto a quello trattato con concime minerale.