
2. La responsabilità decisiva dei cittadini negli acquisti
3. Prevarrà un modello di paternalismo libertario nella dissuasione dal consumo di prodotti energivori
La crisi pare avviarsi alla fine e comincia a farsi urgente pensare al dopo. Fra i non pochi scenari futuribili, ne considereremo in questa sede alcuni legati a un problema che, nel periodo immediatamente precedente alla crisi, era diventato chiaro a tutti e che l'urgenza di rispondere alla caduta dell'attività economica ha messo per un momento in secondo piano: lo stress sulle risorse del pianeta. La ripresa, per ora ancora modesta, dei prezzi del petrolio e di alcune materie prime riporterà questo problema sul tavolo, così come tornerà a tener banco il tema ambientale. I paesi che hanno in questi anni iniziato uno sviluppo molto veloce non sono disposti a compromettere la loro crescita con vincoli di natura ambientale troppo stringenti; e, non del tutto irragionevolmente, suggeriscono ai paesi più sviluppati di cominciare loro a ridurre l'uso di risorse prima di imporre tale risparmio a chi ne utilizza ancora così poche.
Questione di sistema
La questione è stata fino a oggi posta in rapporto alla produzione che ha dovuto verificare se e come imporre processi a basso impatto ambientale (consumo di energia e di materie prime, inquinamento, emissioni di CO2) che comportano costi più elevati. I consumatori erano al corrente di tutto questo, e alcuni hanno da tempo scelto di privilegiare l'acquisto di prodotti a più basso impatto ambientale. Ma la situazione che si profila è radicalmente diversa. Non è più una questione che può essere lasciata solo alle scelte individuali, ma di sistema, alla quale tutti saremo chiamati a contribuire: fare spazio alla parte di umanità che sino a oggi non ha goduto dei nostri stessi livelli di benessere. In fin dei conti l'economia esiste per soddisfare il consumo ed è quindi il consumatore che deve farsi carico di questa responsabilità.
Un problema collettivo
Il tema del consumo responsabile sarà una questione collettiva nei confronti della quale saremo sollecitati in rapporto a qualità e a quantità dei beni consumati. Si generalizzerà ciò che è avvenuto per i Suv, divenuti simbolo d'indifferenza verso l'ambiente e le generazioni che verranno.
A favorire questo fenomeno sarà la diffusione di misure dell'impatto ambientale dei singoli prodotti (vedi box su ciò che Wal-Mart si propone di fare) che renderà palese il tipo di attitudine di chi li acquista. È facile prevedere che il modello sarà il cosiddetto paternalismo libertario adottato per il tabacco e che oggi coinvolge alcolici e fast food. Insomma, si potrà continuare a comprare Suv, ma si potrebbe dover accettare di trovarsi sulla fiancata una scritta che dice che i Suv “uccidono il pianeta”. Una soluzione diversa, più liberale e interamente affidata al sistema dei prezzi, è possibile: si calcola l'impatto (esternalità) dei singoli beni e li si carica di una imposta che pareggia i conti. Ma è facile scommettere che non sarà la soluzione scelta: comporterebbe costi politici troppo elevati.
E non è solo un problema di qualità ambientale dei beni. Se il consumo responsabile riguarda i comportamenti del singolo, se in gioco c'è la sua impronta ecologica, a definirla incide anche quanto consuma. E poiché la quantità è in buona misura legata alla disponibilità di risorse economiche, anche all'interno dei paesi affluent si porrà con più forza il confronto fra ricchi e poveri. Con il tema del consumo responsabile dovremo fare i conti. Tutti.
* TradeLab
Wal-Mart e l'indice di sostenibilità dei prodotti
Secondo un articolo pubblicato su The Wall Street Journal (17 luglio 2009), Wal-Mart sta lavorando su un progetto che prevede la richiesta ai fornitori di una serie di dati sull'impatto ambientale dei loro prodotti. I dati saranno quindi elaborati per costruire un indice di sostenibilità da porre accanto ai prezzi, secondo una logica simile a quanto già avviene per i beni alimentari relativamente al loro contenuto nutrizionale. Il consumo responsabile diventerebbe un formidabile driver competitivo.





































