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I materiali riciclabili sono il drive dello sviluppo dei monouso plastici
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I materiali riciclabili sono il drive dello sviluppo dei monouso plastici
Un mercato in cui il consumatore cerca prodotti semplici e a basso prezzo. Nella plastica bene la colorata ed emerge il settore dei biodegradabili. (Da MARK UP 181)
Daniela Dalpozzo
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1. I disposable hanno una connotazione di commodity
2. Il settore ha subito un calo di fatturato
3. Il colore è un elemento competitivo versus il cartone


Sono meno di una ventina le aziende del settore usa&getta presenti nel nostro paese e tutte rilevano un calo di fatturato in questo momento di crisi economica generale che porta sia i distributori sia i consumatori a scegliere sempre più articoli di primo prezzo.
I formati famiglia e le confezioni di bicchieri e piatti venduti in grosse confezioni, quelli rigidi e bianchi per intenderci, evidenziano un rallentamento rispetto alle confezioni più piccole, bicchieri da 50 pezzi e piatti venduti a pezzo. Il trend della private label continua a erodere quote e ha superato il 50% sul totale. Si assiste sempre a un largo utilizzo di plastica bianca e a un minor consumo di tutti quei bei coordinati stampati con fantasie sempre molto modaiole ma in compenso avanza la plastica colorata.

La consumatrice
Non più una casalinga ma una donna tuttofare con tempi stretti: organizza feste di compleanno per i figli o per ricorrenze speciali (e allora cerca i coordinati colorati) oppure vuole alleggerire il peso del lavoro quotidiano con l'utilizzo di stoviglie di plastica usa&getta. “Come succede per molte altre categorie merceologiche, anche il mercato del monouso sta subendo una sorta di polarizzazione della domanda - conferma a MARK UP Antonio De Danieli, direttore commerciale e marketing di Dopla, player di primo piano del settore -. Una certa fascia di consumatori gli esigenti, si dimostra più sensibile a gusti e aspettative e considera meno influente il prezzo. All'opposto gli economici selezionano i loro prodotti focalizzandosi su piatti e bicchieri low cost.”

Il materiale
Carta o plastica, nelle sue varie sfaccettature, si dividono il mercato del monouso. Alcuni prodotti, come i piatti, possono essere sia in plastica sia in carta: quelli stampati e decorati sono quasi esclusivamente in cartoncino. È infatti solo questo materiale che presenta una migliore resa tipografica nella stampa, anche se i costi dei prodotti finiti sono decisamente più alti. Ne consegue che le stoviglie in carta sono destinate ai party e alle feste di compleanno, pranzi di festività importanti, celebrazioni varie e sostituiscono il servizio buono nell'immaginario collettivo, mentre quelle in plastica sono di uso quotidiano.
La tendenza emergente della plastica colorata, ottenuta grazie a innovazioni produttive, è sicuramente in grado di fare esteticamente concorrenza al piatto decorato di cartone. Non a caso, le strategie aziendali stanno infatti proponendo estensioni di gamma in questo materiale colorato, sempre più attraenti e mirate per le diverse occasioni di impiego.

Le scelte
Sono declinate su più valenze: igienicità, praticità, funzionalità ed economicità. Accanto a questi criteri di scelta, sta nascendo nel consumatore più attento all'ecologia, anche il desiderio di non sentirsi colpevolizzato per lo smaltimento del prodotto: fino a oggi, in genere, il monouso ha utilizzato pet, polistirolo (ps) o polipropilene (pp), materiali tutti riciclabili ma non biodegradabili. Ma le nuove direttive europee impongono scelte maggiormente responsabili nell'utilizzo dei materiali. Già presenti da alcuni anni nella Gda, i nuovi prodotti sono in materiali biodegradabili come il pla (un polimero dell'acido lattico), che utilizza uno zucchero derivato dall'amido di mais, biodegradabile al 100%: queste stoviglie, nella raccolta differenziata in uso in molte città, possono infatti essere smaltite con i rifiuti organici.

Ecologia sullo scaffale
Non a caso, le catene della grande distribuzione più attente alle questioni ambientali come Coop e Esselunga, hanno già il monouso biodegradabile a marchio proprio in pla. Piatti e bicchieri sono biodegradabili in tempi rapidi: in un impianto di compostaggio industriale, il processo di degradazione avviene in circa 47 giorni alla temperatura di 60°C; se invece il prodotto è abbandonato in un terreno in superficie, si degrada in circa 15 mesi contro i 2.000 di un bicchiere in polistirolo. Unico neo: i bicchieri in pla trasparenti sono utilizzabili per liquidi ma a temperature non superiori ai 60°C.
Le multinazionali si attrezzano: Huhtamaki lancia Chinet, linea completa biodegradabile: i piatti sono in fibra pressata e compostabili dopo 4-6 settimane, le posate monouso come i bicchieri in legno proveniente dalle foreste gestite in maniera responsabile secondo rigorosi standard ambientali, il tutto garantito dal marchio Fsc (forest stewardship council cioè legno che proviene da una foresta gestita in modo ecologico e socialmente compatibile). Tutta la gamma può essere utilizzata anche per servizi catering e mense poiché idonea al forno a microonde. “Abbiamo riscontrato una forte riduzione del consumo di piatti di carta e un buon andamento del segmento di plastica colorata, unico tuttora in crescita - ribadisce Roberta Costantino di Huhtamaki -. I consumatori prediligono oggi un prodotto che risponda alle esigenze di funzionalità e praticità senza però rinunciare alla vivacità del party. Nel 2009 abbiamo lavorato al restyling della linea Superparty, linea di prodotti in plastica trasparente e colorata, nata con l'obiettivo di dare alla festa una soluzione funzionale ma top di gamma: il restyling ha coinvolto piatto e coppetta ripensati in un'ottica di armonia visiva, in tonalità più luminose. Abbiamo inoltre lavorato al nuovo assortimento Disney per i piatti in carta inserendo nuovi personaggi come le principesse e il ruggente Cars”.

La distribuzione
Il monouso raggiunge il consumatore attraverso vari canali dei quali la grande distribuzione è senza dubbio il principale (circa il 50%). Anche il catering, nelle varie accezioni (canale horeca, mense, ospedali, caserme ecc.) ha una considerevole quota (30% circa). Tutto il resto è appannaggio del vending (distribuzione automatica con una quota del 10%), di pdv di casalinghi, giocattoli, bazar, cartolerie e passa attraverso il canale grossista che in questo segmento ha ancora un certo peso. La fedeltà alla marca è molto bassa mentre si riscontra una forte stagionalità nei consumi (circa il 70% in estate).

La Gda
Ricopre un ruolo fondamentale e l'alta redditività del comparto spinge i distributori stessi verso un mix assortimentale presentando i marchi aziendali ma anche tante private label. “Le marche industriali devono perseguire la strada dell'innovazione, della diversificazione che deve andare a braccetto con l'efficienza logistica e produttiva. La segmentazione distributiva ha portato Dopla a costituire nuove reti commerciali che si propongono al mercato attraverso formule di vendita rivolte alle singole necessità - ribadisce De Danieli di Dopla -. Gdo, normal trade, specializzati carta e cartone, vending presentano infatti esigenze molto differenziate.”

I piatti di cartone
Questo settore rappresenta una piccola nicchia che trova il massimo consenso nel nord-ovest e le cui vendite toccano l'apice durante il periodo natalizio. Se per i party dei bambini si scelgono i piatti con personaggi di cartoon, le linee per gli adulti sono caratterizzate da colori e disegni di fantasia, seguendo i trend della moda e del tessile. I tovaglioli sono i prodotti più acquistati, utilizzati sempre più nel quotidiano. Quelli decorati, più costosi, sono presentati in confezioni da venti, quelli bianchi e colorati in pacchi da cinquanta o cento pezzi, spesso a marchio della catena e a vari veli.

La collocazione
Generalmente i prodotti monouso nei pdv della grande distribuzione sono presenti nel reparto casalinghi, spesso con espositori a terra che a volte, nei periodi dei pic-nic sono avvicinati ai prodotti alimentari come bibite e snack. Il packaging per questi prodotti gioca un ruolo molto differente: se per la plastica riveste un ruolo di informazione e di comunicazione e si è di recente aggiornato sulle confezioni richiudibili come i sacchetti dei biscotti, per il cartone l'elemento che guida la scelta è solamente il decoro che diviene quindi comunicazione stessa del prodotto ed è in genere l'elemento decisorio per un acquisto spesso legato all'impulso.



Le esigenze del consumatore
  • Resistenza al caldo
  • Indeformabilità
  • Capienza
  • Minimo prezzo

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