Nota: Se stai leggendo questo messaggio è perchè non vedi i nostri file css, oppure perchè non hai un browser "standards-compliant browser". Leggi l'aiuto.

Cerca
in
newsletter
Numerose tipologie di filiera corta ma senza veri modelli distributivi
Primo Piano
Numerose tipologie di filiera corta ma senza veri modelli distributivi
I vantaggi che derivano dai rapporti diretti con il produttore agricolo visti da Ipack IMA. (Da MARK UP 191)
Patrizia Romagnoli
Registrati gratuitamente per scaricare il pdf con la versione completa dell'articolo >

1. Crescono i momenti di commercializzazione, che non trovano consolidamenti standard
2. Pur di successo, le dimensioni economiche restano confinate in piccole nicchie
3. Il romanticismo tiene nascosti i dubbi


Fenomeno di nicchia o nuovo modello di distribuzione? L'idea di filiera corta nell'agroalimentare suscita un dibattito che riguarda non solo aspetti economici, ma anche valoriali. Una riflessione che MARK UP ha coordinato nel corso del simposio Obiettivo Rischio Zero tenutosi recentemente a Bologna nel corso delle Giornate di Ipack Ima, mettendo al centro il consumatore: quali vantaggi per lui dall'accorciamento di filiera? L'intera discussione sta gonfiando di notorietà, prima ancora che di quota di mercato, un sistema che fa perno sul concetto “diretto”: rapporto diretto tra produttore e consumatore, vendita diretta, passaggio diretto in senso fisico della merce nel luogo stesso (o a breve distanza) in cui la si produce. I modi nei quali si fa filiera corta sono la commercializzazione presso l'azienda agricola di prodotti di fattoria, oppure i farmer market (postazioni commerciali per agricoltori collocate in luoghi messi a disposizione delle amministrazioni locali) e i gruppi d'acquisto solidali (Gas) che utilizzano il web per creare delle comunità virtuali. Ma al di là della visione romantica siamo in presenza di un nuovo modello distributivo, con aspetti innovativi e funzionali per il consumatore finale?

La dimensione del fenomeno
Si calcola che i farmer market, nelle diverse tipologie, siano in tutto tra i 600 e i 650 in Italia, dei quali 150 in sede fissa, ossia con postazioni predefinite, e aperti con cadenza periodica calendarizzata. Due fondamentalmente i movimenti a cui fanno riferimento: Campagna Amica, organizzata da Coldiretti e Mercati della terra, organizzati da Slow Food. Per quanto riguarda, invece, la vendita diretta classica, cioè l'azienda agricola, dove il privato va a comprarsi qualche cassetta di frutta e verdura piuttosto che trasformati (formaggi, marmellate, vino ecc.) si valuta che si dedichino a questo lavoro tra le 25.000 e 35.000 aziende. Meno del 2% dell'intero universo italiano dell'agricoltura, che conta circa 1,8 milioni di aziende. Il trend tuttavia appare in crescita. In Lombardia, per esempio, in due anni si è registrato il 10% di aumento di produzione venduta, con una quota complessiva della PLV regionale esitata con vendita diretta pari al 6%.
Limitato, ancorché crescente, il volume delle vendite online; fenomeni poco più che di colore quelli dell'autoraccolta, ossia del consumatore che va a prendersi dall'albero del contadino le pesche, mele o fragole che poi pagherà (malvista fra l'altro dagli uffici del lavoro perché appare come forma surrettizia di impiego di manodopera). Un esempio di produzione partecipata sono gli stage di norcineria realizzati in Umbria, dove il privato consumatore diventa collaboratore del norcino e trasforma insieme all'allevatore-agricoltore il maiale in insaccati, che poi gli vengono spediti a casa. All'estero si sono affermati ulteriori modelli: si va dal banco a self service di cestini di fragole norvegesi affiancati dalla scritta “metti i soldi nel barattolo, non rubare-grazie”, alle specialità di super nicchia - zucchine arcobaleno, e simili - proposte a New York a prezzi altissimi.
Sul piano del giro d'affari, l'insieme delle tipologie presenta una dimensione molto limitata, cui fa però da contraltare un forte impatto culturale, dovuto a una sorta di rovesciamento dei ruoli tra produttore e consumatore. È il consumatore che detta le sue richieste direttamente, personalmente, all'agricoltore. Potenzialmente potrebbe evolvere dallo spontaneismo di oggi a una forma distributiva strutturata.

Le leve valoriali
Alla base del successo popolare del concetto di filiera corta c'è la connotazione positiva dell'espressione stessa, che richiama valori introiettati dai consumatori in modo profondo: il rapporto diretto con il produttore, il senso di partecipazione e quindi di protagonismo nell'atto di acquisto, l'idea di potere scegliere e così facendo di orientare il produttore a dare ascolto e risposta alle richieste del consumatore. Sono queste le leve che hanno promosso lo sviluppo dei gruppi di acquisto, il cui numero supera ampiamente quello delle postazioni farmer's market e che risultano molto attivi nel web, in modo silenzioso ma efficace. La chiave di volta è il controllo operato sul prodotto, che deve corrispondere alle richieste, in termini di caratteristiche, qualità e prezzo massimo accettato, avanzate dai consumatori stessi.
Ci sono ulteriori valori che sottendono al processo di acquisto diretto presso il produttore. Il primo è quello della sostenibilità sotto il profilo economico, ambientale e sociale. Che si traduce in convenienza per entrambi gli attori, grazie alla riduzione dei passaggi intermedi; riduzione delle emissioni grazie ai tagli dei chilometri logistici percorsi nel processo di distribuzione nonché di quella degli imballi; aumento del margine per il produttore primario e l'aumento della fiducia del consumatore rispetto alla qualità di quanto acquistato.

Punti deboli
A ciò fa però da contraltare la limitazione dell'assortimento. In termini di emissioni di CO2 i calcoli evidenziano che i risparmi sono piuttosto illusori. In quanto a sicurezza, poi, le norme sul controllo di qualità sono molto più morbide per il produttore agricolo rispetto a quelle che devono essere osservate dall'industria e dalla distribuzione professionale. Sulla certezza della provenienza e origine, possono sorgere ulteriori dubbi, visto che la norma consente al singolo produttore agricolo di commercializzare fino al 49% di prodotti acquistati altrove. La quota minima di produzione propria dell'azienda agricola è ferma al 51%.

Solo per pochi
35.000 le aziende agricole con vendita diretta
< 2% l'incidenza della filiera corta sull'impresa agricola italiana


Più
  • Responsabilità di compartecipazione dei consumatori
  • Fase di crescita non esaurita
Meno
  • Gamma limitata
  • Assenza di tracciabilità
  • Sostenibilità a rischio

Modalità di intervento
  • verso il singolo cliente
  • verso i gruppi d'acquisto
  • verso i turisti enogastronomici
  • verso operatori horeca
  • verso dettaglio e Gda locale
  • sagre e feste paesane
  • mercati contadini
  • mercati rionali
  • internet/corrispondenza
  • lungo le strade/furgone
  • raccolta nei campi
  • produzione partecipata

L'asimmetria dell'informazione non sempre è favorevole nella vendita diretta
Dal punto di vista della convenienza e del taglio prezzi, la distribuzione moderna, che poggia sulla movimentazione di grandi volumi e sulla concorrenza tra catene, ha dimostrato di avere svolto un forte ruolo di contenimento dell'inflazione. Negli ultimi dieci anni, infatti, l'aumento di valore aggiunto nell'industria risulta del 30% dei servizi del 70% e della Gda del 7% appena. Non è quindi sul fronte prezzi che si gioca la sfida tra Gda e filiere corte. Tanto più che, in molti casi, la stessa Gda ricorre a filiere corte nel senso di rivolgersi a fornitori locali per l'approvvigionamento di alcune referenze. L'efficienza della filiera corta intesa come vendita diretta da produttore a consumatore si sta dimostrando competitiva solo in alcuni segmenti, come quello delle specialità e in quello dell'ortofrutta. Quest'ultimo comparto da molto tempo si è dimostrato un punto debole delle catene retail, come dimostra il fatto che ancora oggi il dettaglio tradizionale e i mercati rionali coprono oltre la metà delle vendite di ortofrutta.

Differenza sostanziale
Un elemento di differenziazione strutturale tra Gda e filiera corta sta nella tracciabilità, pienamente garantita nei processi di commercializzazione adottati dai retailer e non in quelli della vendita diretta. In altri termini viene messo in discussione un modello di garanzie costruito per consentire di monitorare l'intera filiera e di intervenire in modo efficace e tempesivo in caso di inadempienza. Il prodotto alimentare venduto direttamente si sottrae al percorso di valutazione e certificazione delle caratteristiche merceologiche e, quindi, in ultima analisi della qualità. E il rischio è quello di aumentare la asimmetria dell'informazione che, secondo il modello del premio Nobel George Ackerlof, porta a spostare il mercato sui prodotti scadenti, che portano maggiore profitto al venditore rispetto all'ignaro e fiducioso consumatore.

I Flip Magazine di Mark Up

Tutti i Flip Magazine di Mark Up

Europarlamento24
  • Retail & Hospitality
  • Agroindustry, Food & Health
  • Building, Energy & Environment
  • High Tech & Media

L'Ue vuole raddoppiare il commercio elettronico entro il 2015 L'Ue vuole raddoppiare il commercio elettronico entro il 2015 La Commissione europea ha proposto sedici azioni per definire entro la fine dell'anno il quadro del mercato ...

Pagamenti elettronici: al via una consultazione europea Pagamenti elettronici: al via una consultazione europea La Commissione chiede pareri per eliminare gli ostacoli ai pagamenti sicuri con carte, via Web e mobili...

Europarlamento24 Retail & Hospitality

In cerca di risposte al grande interrogativo della sostenibilità In cerca di risposte al grande interrogativo della sostenibilità La Commissione europea ha aperto una consultazione su come produrre e consumare in modo più sostenibile....

Cinquant'anni di Politica agricola comune in Europa Cinquant'anni di Politica agricola comune in Europa La Commissione europea celebra uno dei pilastri dell'Unione. Paolo De Castro confermato alla guida della ...

Europarlamento24 Agroindustry, Food & Health

La gestione dei rifiuti può essere un business sano e un lavoro La gestione dei rifiuti può essere un business sano e un lavoro Secondo il Parlamento europeo può attrarre investimenti e creare occupazione. Chiesto un sistema a colori per ...

Stretta sui pesticidi in Europa Stretta sui pesticidi in Europa I prodotti per combattere parassiti dovranno essere preventivamente autorizzati per essere venduti nell'Ue. ...

Europarlamento24 Building, Energy & Environment

Acta è una questione di meccanismi più che di diritti Acta è una questione di meccanismi più che di diritti Lo sostiene il presidente della Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, Vital Moreira. ...

Data protection: in Europa non è ancora compiuta Data protection: in Europa non è ancora compiuta Dalla fotografia che l'Edps ha scattato a 58 enti e istituzioni europee si evidenzia un ritratto migliore ...

Europarlamento24 High Tech & Media

205: ultimo numero
Dalla copertina Aggregare, innovare, crescere Liberalizzazioni sì, ma come disarmo dei privilegi. Il ...
SCENARI Carni 2012 Esclusivo studio di settore che prende in considerazione il ...
SCENARI Speciale: analisi Store Brand 2012 Secondo appuntamento con il quaderno annuale Store Brand. In...
SCENARI Frutta & Verdura 2011 Il dodicesimo studio di Mark Up sul settore dell’ortofrutta ...
Business Tools Rapporto GDA 2011 La Gda in Italia e confronti internazionali sulle ...
Business Tools Factory Outlet Center italiani Indipendent Survey che analizza 27 Factory Outlet Center, ...
MERCATI Pet Food 2011 Pet food e pet care sono mercati particolarmente vivaci in ...
SCENARI Anteprima Carni 2011 Anteprima Carni anticipa l'appuntamento con il supplemento ...
SCENARI Packaging 2011 Il supplemento annuale di MARK UP con lo speciale Scenari ...
I quaderni di MARK UP Copacker & Store brand 2011 Il quaderno di MARK UP dedicato agli store brand e ai ...
I quaderni di MARK UP Birra 2011 La prima analisi di filiera del mercato della birra: ...
SCENARI Speciale Gda 2010 Il supplemento biennale esclusivo di MARK UP che analizza a ...
MERCATI Moda e formati 2010 In esclusiva per il sito markup.it, questo supplemento fa il...
In evidenza PACKAGING FOR VENDING IN IPACK-IMA 2012

Un concorso promosso da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica premierà ...

ASSOFRANCHISING PRESENTA WEB FRANCHISING EXPO

Tanti i marchi che hanno già aderito con entusiasmo a questa ...

ITALIAN FACTORY OUTLETS

Indipendent Survey che analizza 27 Factory Outlet Center, operanti al 13 novembre 2010, ...

RAPPORTO GDA 2011

Un utile strumento di lavoro per manager dell'industria e della distribuzione...

PRESENTAZIONE SISTEMA MARK UP 2012

Il sistema completo di strumenti per la Business Community del Marketing e del Retail ...

ABBÒNATI A MARK UP

Abbonarsi a MARK UP, il mensile edito dal Gruppo 24 ORE, punto di riferimento per la ...

CONSULTA L'ARCHIVIO DEI NUMERI DI MARK UP DAL 1997 AD OGGI

E' possibile consultare la banca dati di MARK UP per scaricare tutti gli articoli ...

Eventi
Febbraio 2012
L
M
M
G
V
S
D
 
 
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
29
IPACK IMA 2012 Fieramilano; 28 febbraio - 3 marzo ...
Qui Impresa ONE EXPRESS. Il PIU' AFFIDABILE DEI TRASPORTI ESPRESSO SU PALLET

Potenziato il trasporto su ...

KRONES PRESENTA: LITEPAC IL FARDELLO INVISIBILE

in anteprima a IPACK IMA ...

MENO LA MUSICA E' FAMOSA MIGLIORI SONO GLI ACQUISTI

Consulta l'abstract della ricerca condotta dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ...

IL PROGETTO UE "LA NUOVA SICUREZZA ALIMENTARE EUROPEA - PROSEGUIMENTO"

PROGETTARE IL FRANCHISING Scenari e opportunità di ...
DIETRO LE QUINTE DELLA MODA Professioni e percorsi oltre lo stilista e la ...
CHROMOTHINKING Un approccio innovativo al business. Il metodo Insights Discovery...
Rss