LA GENESI DEL PROCESSO
Per comprendere questa apparente contraddizione, è importante studiare la genesi del processo. Con il mercato in recessione, le marche industriali leader hanno perso punti di quota e, nel tentativo di riconquistarle, hanno abiurato il loro “credo” inforcando la leva promozionale. In un semplice gioco causa-effetto ciò si è riflesso sulla marca commerciale, seguendo pedissequamente il mark down rispetto alla marca. Di conseguenza, per rianimare le vendite di marca commerciale, molte insegne hanno realizzato una promozione di prezzo almeno pari come incidenza alla media delle vendite in promozione della categoria. vendite del proprio portafoglio prodotti, mentre il retail dovrebbe avere l'occhio sempre fisso sull'Ebit di pdv e l'aumento delle vendite della marca commerciale deve essere solo strumentale al raggiungimento di tale risultato e non il fine ultimo. Il problema è che ci si è lasciati prendere la mano: si notano in giro comportamenti un po' buffi, come la promozione sulla marca commerciale di primo prezzo o su quella premium. Tutto ciò è forse anche colpa delle condizioni d'acquisto in quanto il dead net è difficoltoso? Chi può dirlo! In ogni caso, se si vuole essere coerenti con la nomenclatura, forse occorrerebbe ristabilire il giusto e reale confine tra la gestione di una marca privata e un prodotto di marca.
MA È CORRETTO TUTTO CIÒ?
Basta l'instabilità delle quote dei leader a giustificare l'esplosione della promozionalità della marca commerciale? Le logiche di marketing direbbero di no, la marginalità direbbe “nì”, ma il mercato dice di sì. Se la marca leader cessa di svolgere il suo ruolo di difesa del valore della categoria ricorrendo alla promozione, la marca commerciale non può che subire una riduzione della sua quota. Di conseguenza, molte insegne hanno ritenuto che, per le marche commerciali posizionate a ridosso del leader, non vi era altra possibilità al di fuori dell'inseguimento del competitor di riferimento nella riduzione del valore. Spesso i retailer dimenticano che l'obiettivo dell'industria di marca è l'aumento delle vendite del proprio portafoglio prodotti, mentre il retail dovrebbe
avere l'occhio sempre fisso sull'Ebit di pdv e l'aumento delle vendite della marca commerciale deve essere solo strumentale al raggiungimento di tale risultato e non il fine ultimo. Il problema è che ci si è lasciati prendere la mano: si notano in giro comportamenti un po' buffi, come la promozionesulla marca commerciale di primo prezzo o su quella premium. Tutto ciò è forse anche colpa delle condizioni d'acquisto in quanto il dead net è difficoltoso? Chi può dirlo! In ogni caso,
se si vuole essere coerenti con la nomenclatura, forse occorrerebbe ristabilire il giusto e reale confine tra la gestione di una marca privata e un prodotto di marca.
SOLUZIONI DI CONVENIENZA ALTERNATIVE?
In alternativa al taglio prezzo, vi sono ulteriori
possibilità di utilizzare la marca commerciale per comunicare convenienza.
• cataloghi, eventi, concorsi in cui la private label è
driver di iniziative di convenienza;
• tramite basket analysis inserire a volantino marche
commerciali a prezzo pieno con liaison con la marca di riferimento;
• attività di Crm con coupon punti su private label;
• display merceologico per fasce prezzo;
• raddoppio, in periodi dell'anno, dei punti fedeltà per
l'acquisto di prodotti a marca commerciale;
• promozione cross category, offrendo agli acquirenti di una
marca industriale uno sconto per l'acquisto di un prodotto di marca commerciale complementare nella funzione d'uso;
• Crm ai bassoacquirenti del prodotto a marchio.





































