Dopo diversi anni di attesa, giunge la protezione transitoria su
una peculiare tipicità cuneese. Il parziale riconoscimento del
Prosciutto Crudo di Cuneo è un passo importante per la
suinocoltura interprovinciale che permetterà, se ben sfruttata,
di valorizzare pienamente la successiva trasformazione della
carne.
Il crudo di Cuneo è un prosciutto realizzato da cosce fresche,
rifilate, prive del piede con l'anchetta presente. I suini sono
macellati ad almeno otto mesi d'età. La stagionatura finale dura
non meno di 10 mesi dall'inizio della lavorazione. Il peso
finale sul mercato è di 7-10 kg. L'area di produzione si
concentra sull'intero territorio della provincia di Cuneo e di
Asti e in 54 comuni della provincia di Torino. La salagione è
eseguita a secco con sale essicato o parzialmente umidificato.
Esso può contenere piccole quantità di pepe nero spaccato come
pure aceto ma può anche essere miscelato con spezie o estratti
di spezie. Segue un riposo di almeno 50 giorni in ambienti tali
da garantire un adeguato asciugamento a freddo del prodotto.
La successiva fase di toelettatura ha lo scopo di rimuovere le
asperità derivanti dall'asciugamento superficiale. Si effettua,
poi, un lavaggio e un secondo periodo di asciugatura. La
stagionatura è condotta in ambienti con adeguato ricambio
d'aria. L'aroma e sapore al taglio risulta fragrante,
stagionato, dolce. Il grasso è presente solo in piccola quantità
entro e fra i principali fasci muscolari.
































