L'accordo giunge in un momento particolarmente delicato “caratterizzato da un calo nelle riparazioni e da un aumento nella tendenza ad acquistare il prodotto nuovo incentivata dal credito al consumo”, come ha ricordato Innocenzo Sartor, presidente nazionale riparatori elettrodomestici di Confartigianato. La riparazione degli elettrodomestici costituisce nel complesso un mercato poco conosciuto, anche se tutti noi una volta nella vita abbiamo avuto a che fare con un Cat (Centro d'assistenza tecnica) o un riparatore indipendente. “Non vi sono dati precisi e soprattutto aggiornati -spiega Guido Pesaro, responsabile nazionale Cna Installazione impianti - ma solo il comparto Tv e delle apparecchiature elettroniche ha sviluppato nel 2005 un fatturato molto vicino ai 560 milioni di euro”.

Da alcuni anni si è assistito a un cambiamento dei comportamenti dei consumatori. I prezzi dei prodotti diminuiscono e si accorcia il loro ciclo di vita, ma aumentano i costi di riparazione derivanti dalla crescita complessiva dei costi variabili dei centri d'assistenza tecnica. Il consumatore decide sempre più spesso di non riparare il prodotto, ma di sostituirlo. Ecco un esempio concreto raccontato dal titolare di un Cat (Centro d'assistenza tecnica): un cliente ha comprato un televisore al plasma da 8.000 euro. Il televisore si è rotto oltre i limiti temporali coperti dalla garanzia del produttore (1 anno). Costo della riparazione? Circa 1.000 euro. Non potendo pagare in contanti, il cliente in questione ha preferito acquistare un altro apparecchio al plasma, naturalmente in comode rate. In genere, le garanzie tradizionali (quelle a 2 anni) favoriscono l'attività di riparazione rispetto a quella di sostituzione, ma le case produttrici stabiliscono costi e condizioni contrattuali “capestro”, pretendendo interventi sempre più rapidi e a orari precisi. “Alcuni produttori -prosegue Pesaro - non riconoscono ai Cat le spese di trasporto delle apparecchiature per riparazioni in laboratorio. Non solo: impongono il ritiro per lo smaltimento dei prodotti sostituiti in garanzia, in palese violazione della normativa che regolamenta lo smaltimento dei RAEE”. Con lo sviluppo delle garanzie estese è entrato in campo un nuovo soggetto, rappresentato dalle catene di vendita al dettaglio specializzate che stanno progressivamente spodestando le case produttrici nella definizione delle regole del gioco: offrendo direttamente il servizio al cliente finale, hanno tutto l'interesse a intrattenere con i Cat un rapporto commerciale positivo, visto che la soddisfazione del cliente soprattutto in tempi di crisi di consumo è la fonte primaria per fidelizzare. Con circa 400 Cat convenzionati in tutta Italia, Estendo è presente in 1.000 punti di vendita. “Alla fine del 2007 abbiamo venduto 450.000 contratti di estensione garanzia -precisa Antonio Blafo, network service coordinator di Estendo -suddivisi tra audio e video (42%), IT (30%) ed elettrodomestici (28%)”. Nel 2008 Estendo prevede di vendere altri 300.000 contratti, per arrivare a un totale di 750.000 estensioni di garanzia. Secondo una ricerca di Asap Service Management Forum, fatto 100 il numero totale di estensioni di garanzie sottoscritte, il 46% si colloca nella fascia di età inferiore ai 30 anni.






































