Declino d’autunno
La posidonia è una delle specie marine endemiche più note. Viene chiamata per errore "alga" ed è una pianta acquatica superiore che svolge un’importante funzione di ossigenazione dell’acqua. Le sue praterie rappresentano un riparo e una zona di riproduzione per la fauna marina e offrono nutrimento a pesci, cefalopodi e cordati. Inoltre, la posidonia contribuisce alla fissazione dei fondali e alla protezione delle spiagge dall’erosione. Però, lungo le coste pugliesi, sarde, toscane, laziali, con la fine della bella stagione, si ripresenta puntuale il problema della gestione dei residui spiaggiati di questa pianta: con la loro putrefazione causano odori sgradevoli durante l’inverno.
Prolungare il ciclo
Un team di ricerca internazionale guidato da Università di Bari ha messo a punto i processi di recupero a partire dalla riduzione del contenuto salino. Il compost di posidonia è stato già utilizzato come substrato per la coltivazione senza suolo in vaso a ciclo chiuso di pomodoro ciliegino e basilico. Prove positive sono state fatte anche con la rucola. In Grecia hanno lavorato su gerbera e su specie da prato. In realtà, nel momento in cui il materiale presenta caratteristiche idonee a essere utilizzato come substrato (perché dilavato, miscelato in opportune proporzioni con altri materiali o compostato) può essere usato per tutte le coltivazioni senza particolari controindicazioni.





































