A Ventotene esperti provenienti Germania, Stati Uniti, Spagna, Australia, Regno Unito e Polonia
Alessandra De Luca
03 Ottobre 2008
Fornire le basi per la ricerca sul fotovoltaico organico, offrire una panoramica sullo stato dell'arte della ricerca e dare un'idea delle possibili applicazioni offerte dal solare organico nel mondo dell'industria e dell'integrazione nell'architettura moderna. Si è tenuta a Ventotene (Lt), la seconda edizione di Isophos, l’International School on Organics Photovoltaics, incontro a vocazione internazionale dedicato al tema specifico frutto della collaborazione fra Chose (Centre for Hybrid and Organic Solar Energy) e l’Università di Roma Tor Vergata.
Emissioni zero La scelta dell’isola di Ventotene come sede dei corsi non è casuale. Già da due anni sull’isola pontina è in corso, grazie a una delibera della regione, il progetto pilota “Isola a emissione zero”. Nel territorio sono funzionanti i primi esempi di pannelli organici derivati dal mirtillo, in alternativa a quelli tradizionali al silicio. Questo tipo di pannelli solari utilizza come supporto due strati di plastica, o di vetro, contenenti al loro interno una pellicola di materiale organico semiconduttore. Alla base della nuova tecnologia c’è un processo molto simile alla fotosintesi clorofilliana, con una miscela di materiali in cui il pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità. L’entità dell’abbattimento dei costi per ciascun pannello ammonterebbe, secondo gli esperti, a oltre il 50% rispetto a quello tradizionale al silicio.