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Mercadona, incrementi a due cifre negli utili
ECONOMIA & ANALISI
Mercadona, incrementi a due cifre negli utili
Confronto tra i bilanci di quattro retailer europei, Casino, Mercadona, Migros, Waitrose: Mercadona evidenzia le variazioni più alte nei risultati reddituali (da MARKUP 210)
di Fabio Salvati

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Per dare uno sguardo a quello che è successo nel 2011 fuori dai nostri confini nella grande distribuzione alimentare, abbiamo scelto quattro insegne con quote e posizionamenti di grande rilievo nei rispettivi mercati nazionali, e confrontato i principali risultati economico-finanziari. Con questo esercizio non abbiamo la pretesa di illustrare l'andamento dei vari mercati nazionali nel loro complesso: lo scopo è offrire alcuni spunti di paragone e riflessione per chi opera nella realtà italiana. Le catene scelte sono Casinò in Francia, Waitrose nel Regno Unito, Migros in Svizzera e Mercadona in Spagna.

Casinò il più globale
Analizzando i fatturati, notiamo che tre gruppi su quattro (Casinò, Mercadona e Waitrose) hanno registrato una crescita interessante, tenendo conto del fatto che il 2011 è stato un anno molto duro per l'andamento dei consumi in tutta Europa. Uno di questi quattro retailer, Migros, evidenzia un calo, seppur molto contenuto. Il fatturato di Casinò, attivo in molti paesi con numerosi formati e altrettante insegne, cresce del 18,2%, grazie a una serie di acquisizioni estere e alla crescita organica in alcuni mercati internazionali in sviluppo dove il gruppo vanta posizioni di mercato molto forti, in particolare Brasile, Colombia, Tailandia e Vietnam. Il fatturato di gruppo realizzato fuori dalla Francia è ormai pari al 45%. Più modesta ma comunque interessante è la crescita realizzata in Francia (4,4%).

     
  Avvertenze metodologiche
Per rendere il più possibile confrontabili i dati, di Migros sono stati estrapolati dati di bilancio relativi alle sole attività commerciali e industriali, escludendo quindi la parte relativa a Migros Bank che aumenta notevolmente attivo e passivo di bilancio, e non avendo dunque a disposizione il numero relativo all'utile pre-tasse e netto relativo all'area d'affari analizzata. Per Waitrose sono stati utilizzati solo i dati disponibili relativi alla catena di supermercati, escludendo quelli di John Lewis che rientra nello stesso perimetro di bilancio ma opera non food (department stores), anche in questo caso con una disponibilità di dati limitata.
 
     

 

Mercadona e Waitrose, retailer nazionali
Diversa la situazione di Mercadona, retailer esclusivamente nazionale, focalizzato su un solo formato: il supermercato di quartiere, con posizionamento discount. L'insegna spagnola ha registrato un incremento delle vendite pari a +7,9%, crescita notevole, considerando la fortissima crisi dei consumi che ha caratterizzato il mercato spagnolo. È un risultato in linea con una storia di crescita ininterrotta che dura ormai dagli anni Novanta per merito della fortissima capacità del gruppo di offrire valore ai suoi clienti grazie a un posizionamento di prezzo discount rispetto alle principali catene di supermercati iberiche a fronte di un'offerta di buona qualità, fattore differenziante in qualsiasi momento, ma particolarmente apprezzato in momenti di contrazione del potere di acquisto. Anche Waitrose è presente unicamente nel suo mercato domestico e sostanzialmente attiva con un solo format (supermarket). Il suo posizionamento diverge, però, da quello di Mercadona. La catena si colloca su un livello più "premium" rispetto ai principali concorrenti e punta su un assortimento caratterizzato da alta qualità intrinseca e percepita, rafforzando il valore dell'offerta. Lo sforzo sembra produrre buoni risultati: nel 2011 il fatturato è cresciuto del 7,9% in un mercato caratterizzato anch'esso da una notevole gelata dei consumi.
Meno brillante la performance di Migros, leader nel retail svizzero, il cui fatturato 2011 è in calo dello 0,8%, risultato in linea con quelli dei tre anni precedenti, caratterizzati da una sostanziale stagnazione.

Risultati operativi
Interessanti da esaminare sono anche i risultati operativi. La loro incidenza sul fatturato cala, in tre casi su quattro, per una serie di fattori di mercato che accomunano tutti gli operatori, seppur con pesi diversi, a volte anche notevolmente, da un caso all'altro. I principali sono: aumento della competitività di prezzo che si manifesta più visibilmente con una pressione promozionale crescente; incremento dell'inflazione in fase di acquisto legata all'andamento delle materie prime e ai costi energetici e di trasporto, non completamente trasferita sui prezzi di vendita; e peggioramento del mix di vendita, con aumento numerico di prodotti caratterizzati da minor valore aggiunto.

Solo Mercadona migliora i margini
Il risultato operativo di Casinò scende dal 4,5% al 4,0% sul fatturato (aumenta però del 7,2% in termini assoluti), quello di Migros dal 3,7% al 2,9% (-23,5% in termini assoluti), quello di Waitrose dal 5,9% al 5,1% (-5,5% in termini assoluti). Mercadona è l'unico degli operatori esaminati che riesce a migliorare i margini, con un reddito operativo che sale dal 3,7% al 3,9%, pari a un aumento del 14,5% in termini assoluti, grazie agli incrementi di produttività del gruppo. La mancanza di dati o la loro scarsa comparabilità rende poco significativa l'analisi dei margini commerciali, quasi uguali e attestati intorno al 25% per Casinò e Mercadona mentre quello di Migros, pari al 40%, è fortemente influenzato dal peso delle attività industriali "captive" e da altri elementi peculiari del gruppo.

Differenze
Interessante è notare come i gruppi esaminati abbiano strutture bilancistiche abbastanza dissimili fra loro in termini di rapporti fra attività immobilizzate e correnti: sono rispettivamente pari al 63% e al 37% del totale di bilancio per Casinò, al 44,3% e al 55,7% per Mercadona e al 73,1% e al 26,9% per Migros, frutto di differenti strategie in termini di investimenti immobiliari e di modelli di business con diverse velocità di rotazione del circolante.
Ugualmente marcate le differenze in termini di utilizzo di mezzi propri per il finanziamento delle attività, con percentuali sul totale di bilancio che vanno dal 31,5% di Casinò al 63,7% di Migros, passando per il 46,2% di Mercadona. In tutti i casi si tratta di numeri che indicano una forte capitalizzazione delle imprese e una struttura patrimoniale in grado di reggere momenti di congiuntura negativa.

Raffronti con l'Italia
Volendo fare un raffronto fra le catene esaminate e quelle italiane, seppur con le dovute cautele e tenendo presente che esse sono solo parzialmente rappresentativi dei mercati in cui operano, salta agli occhi una differenza piuttosto marcata nei margini reddituali misurati a livello operativo. Al di là dei singoli andamenti, è infatti interessante rilevare come i livelli di redditività siano in generale elevati in rapporto a quelli ai quali ci hanno abituato nella maggior parte dei casi le imprese distributive di rilievo, italiane ed estere, attive in Italia con posizionamenti di marcato comparabili. In Italia è infatti piuttosto comune osservare margini (utili netti) inferiori, a volte anche di molto, al 2%. La competizione sui prezzi caratterizza tutti i mercati esaminati e su quelli esteri il grado di concentrazione è addirittura più alto che in Italia. Le differenze sono dunque probabilmente imputabili a due fattori principali: il primo è la dimensione mediamente elevata delle catene estere che fornisce una massa critica in grado di fare ottenere, in modo più efficace, economie di scala e di scopo e di aumentare il potere negoziale in fase di acquisto; il secondo è la maggiore attenzione all'efficienza delle operazioni supportata da notevoli investimenti tecnici e da un uso strategico delle "store brand" che in tutti i casi esaminati registrano forti incidenze sul fatturato. ■



Conto economico e stato patrimoniale: voci principali
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Risultati dei 4 big a confronto
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