
La risposta di Centromarca

In una recente pagina pubblicitaria sotto forma di “lettera aperta”, Coop prospetta il tema straordinariamente complesso e critico dei prezzi in una chiave semplicistica e prettamente demagogica, che occulta le dinamiche reali del mercato.
Nessun produttore - con mercati stagnanti, potere d'acquisto calante e competizione feroce - può permettersi di aumentare i propri listini se non assolutamente costretto e nella misura minima indispensabile.
D'altra parte la fissazione dei prezzi di cessione è un momento cruciale dell'esercizio di impresa e dei rischi connessi, massimizzati oggi da un contesto drammatico in cui la tenuta delle imprese non è certo meno importante dei prezzi dei loro prodotti: consumatori e lavoratori sono le stesse persone.
A questo proposito, Centromarca ribadisce che l'industria di marca è tale grazie alla reputazione costruita con il rigore, la passione e la fatica di intere generazioni. Soltanto un impegno continuativo e totale consente di corrispondere pienamente alle attese e ai bisogni del consumatore e di garantirgli valore (sicurezza, prestazioni di qualità costanti nel tempo, innovazione) al giusto prezzo: senza questi impegni, il capitale costruito nel tempo e racchiuso nella Marca, può dissolversi in un attimo. Tale consapevolezza è un richiamo imperativo alla coerenza e alla responsabilità.
Un imperativo che viene innanzitutto dal fatto stesso di essere impresa di marca.





































