Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, replicando alle accuse di rincari ingiustificati lanciate da Coop nei giorni scorsi (si veda Il Sole 24 Ore di martedi) ha affermato che «è necessario superare le polemiche per analizzare i veri problemi del comparto e del Paese; Coop deve rispettare le competenze reciproche, la determinazione del prezzo di cessione di un bene è di nostra spettanza. Dobbiamo lavorare insieme e chiedere al Governo - ha aggiunto - misure a sostegno dei consumi, spingere per la liberalizzazione di alcuni comparti merceologici, combattere insieme un'enfasi mediatica negativa e, soprattutto, farci ascoltare dalle istituzioni, a tutti i livelli. Ultimo, ma non in ordine di importanza, dobbiamo rendere attrattiva la nostra offerta».
Nielsen e Dinamiche hanno, con due distinte ricerche, tratteggiato i nuovi scenari del consumo contraddistinti dalla ricerca incessante dei prezzi bassi e dalla dilagante infedeltà dei consumatori verso marche e punti di vendita, una condizione che disorienta molto le imprese. «Sia nel grocery che nel non food - ha sottolineato Bruno Berni di Dinamiche - esistono tre grandi tipologie di consumatori. Il primo, circa il 20% del totale, possiamo definirlo dei clienti fedeli. Un altro 50% raggruppa i clienti che si possono definire promiscui: cercano il rapporto qualità-prezzo e le promozioni. La terza tipologia è composta da un altro 30% di clienti che cerca solo il prezzo e si muove nei diversi canali per scegliere le promozioni proposte».
«I consumatori stanno cambiando abitudini - ha sottolineato Stefano Galli, direttore marketing di Nielsen -. È necessario gestire gli assortimenti a livello locale e investire nelle categorie sulle quali si vedono maggiori opportunità di crescita».
Le aziende commerciali non nascondono le preoccupazioni. «Il pericolo a cui stiamo andando incontro è la creazione di 22 italie - ha sottolineato Ghiselli, a.d. di Mercatone Uno - perchè per chi opera come noi su scala nazionale è quasi impossibile capire appieno le modalità di sviluppo».
Riccardo Francioni, procuratore Selex, ha aggiunto: «Va rimessa al centro dello sviluppo l'impresa». E Vincenzo Tassinari, a.d. di Coop Italia ha sottolineato: «È il consumatore il vero motore del mercato; bisogna ricordarsi che prima sceglie in quale insegna entrare a fare la spesa e poi decide cosa comprare. È anche per questo che la distribuzione deve avere uno spazio politico che oggi le è negato».






































