Natale 2008: in Italia consumi in forte calo, come nel resto dei Paesi occidentali. Ma senza troppi sacrifici per il settore food.
Cinzia Ficco
26 Novembre 2008
Scorrendo i dati dell’undicesima edizione della Deloitte Xmas Survey, in vista delle prossime festività, il Belpaese ridurrà le proprie spese del 5,3% in linea con l’Europa occidentale e in controtendenza rispetto ai Paesi dell’Est. Ma non rinuncerà al tradizionale appuntamento con il pranzo di Natale e di Capodanno, che quest’anno privilegerà referenze “meno nobili” seguendo un trend di cambiamento dei consumi.
Per esempio, nel mercato di Roma sta aumentando la vendita di carne macinata (che costa 3,5 euro il kg), perché molti consumatori di livello medio basso non comprano più fettine da 10/13 euro, ma riconvertono il loro menù con semplici polpette di carne.
“Non cambia la quantità complessiva del prodotto - afferma Alfredo Renzetti, consulente dell’ Università dei Sapori di Perugia nel settore della Do e Gda - ma il costo a kg. Vengono privilegiate referenze meno blasonate, che portano a proporre piatti più popolari. Come polpette e polpettoni. Stesso discorso per il pesce. Molte catene stanno inserendo specie di pesci forse meno conosciuti, ma di ottima qualità, che però costano meno di 10 euro il kg contro i circa 23 di una sogliola”.
In questi ultimi mesi sta cambiando il modo di fare la spesa. Il consumatore è più attento e risparmia nei giorni feriali, quando si privilegiano i piccoli negozi sotto casa. Mentre appare più disponibile ad una "spesa più ampia", ma senza sprechi, nel fine settimana. A Natale, queste abitudini si consolideranno.
Previsione dei consumi natalizi in Europa/EMEA (Fonte: Deloitte)
Crolla il non food La vera crisi, al contrario, colpirà il non food e per Natale si punterà su oggetti utili, su "buoni spesa" e, comunque, su regali molto ponderati. Analisi, queste, confermate da Dario Righetti, Partner di Deloitte e Responsabile del settore Consumer Business – Italia. “Il 2008 – anticipa - potrà segnare un cambiamento nelle spese di fine anno in Europa. Si registrerà il calo delle vendite temuto che in particolare riguarderà i retailer che non riusciranno a focalizzarsi su un’offerta di prodotti in grado di soddisfare le mutate esigenze del consumatore. Quest’ultimo, infatti, coglierà l’occasione del Natale per focalizzarsi sull’acquisto di beni meno superflui, ponendo maggior attenzione nel rapporto tra qualità/prezzo”. Sempre secondo lo studio il 21% degli italiani acquisterà la stessa qualità e quantità di cibo, ma spenderà meno per i regali e il 35% spenderà meno sia per i generi alimentari che per i presenti natalizi.
Pranzo di Natale Ma, tornando al food, quale potrebbe essere un’idea per un menù ideale, che non scontenti gola e portafoglio? Dall’Università dei sapori del capoluogo umbro lo chef Massimo Infarinati propone: “Ritagli di salmone affumicato con formaggio fresco all’olio nuovo e aneto, Polpette della tradizione con pane raffermo aromatico e brodo di gallina, Tortellini di capitone e alloro con salsa di carciofi, maggiorana e melograno, Pancia di vitello cotta nel vino rosso, castagne e uvetta. Semifreddo al caco con salsa di vaniglia. Le cose dolci del natale. In abbinamento agli antipasti e al primo piatto un vino bianco fermo e al secondo lo stesso vino rosso della ricetta. Per accompagnare i dolci il classico spumante.