La posizione di
Esselunga
La sostanza dell'attacco di Caprotti a Coop si può riassumere in
tre punti.
1) Le vessazioni subite dalle amministrazioni locali nelle
regioni “rosse” che gli hanno impedito sviluppo e ammodernamento
della rete.
2) Coop non ha i prezzi più competitivi del mercato, quindi non
svolge la sua funzione mutualistica e calmieratrice a favore dei
soci. In alcuni casi ha “quote dominanti” sul territorio
dell'ordine del 60-70%, che le consentono di mantenere prezzi
superiori anche del 10% a quelli di Esselunga e dei suoi stessi
negozi situati in aree limitrofe.
3) Coop gode di rilevanti benefici fiscali e finanziari che,
aggiunti al resto, causano una distorsione della concorrenza con
grave pregiudizio per Esselunga e altri competitor.
Questi punti sono contenuti in un esposto all'Authority Ue
presentato da Federdistribuzione contro la legislazione italiana
che consente questo stato di cose.
La posizione di Coop
Sul punto 1) Coop nega ogni accusa di collusione o favoritismo
con le amministrazioni locali “ cugine”. Aldo Soldi, presidente
di Ancc-Coop, ha dichiarato che “lo sviluppo è duro per tutti” e
“che è più facile sviluppare in zone ricche”, mentre Coop svolge
una funzione sociale anche in ubicazioni non redditizie, poiché
lavora con obiettivi diversi dal solo profitto. Sul punto 2)
Coop afferma che la convenienza dei prezzi va misurata su un
arco di sette anni e non solamente sugli ultimi due, dove
Esselunga, per ammissione dello stesso presidente di Coop Italia
Vincenzo Tassinari, ha dimostrato di avere i prezzi più bassi
fino al 5%. Il differenziale dei prezzi, anche fra città molto
vicine, viene giustificato con le “logiche di mercato” che tutti
i retailer adottano. Sul punto 3) si sostiene la funzione
storica delle cooperative e si giustifica il trattamento
legislativo favorevole con i meriti sociali acquisiti e
dimostrati nel tempo.
Le carte bollate
Tassinari ha citato un processo conclusosi nel giugno scorso che
ha visto tre dirigenti di Esd (la centrale di acquisto i cui
partner sono Esselunga con 40,54%, Selex 40,54%, Agorà 10,81%,
Cedas 8,11%) soccombere per “uso indebito di informazioni
riservate relative alle condizioni contrattuali praticate dai
fornitori - Ferrero, Lavazza, Grissini Bon, Bahlsen - al
concorrente Coop Italia”. Grazie a questo verdetto, Coop Italia
intenterà causa civile per concorrenza sleale con richiesta di
un maxirisarcimento di 300 milioni di euro. Questo “spionaggio
industriale” avrebbe favorito l'abbattimento dei prezzi di
Esselunga iniziato nel 2005 e conclusosi con la leadership di
convenienza nel 2007. Esselunga controbatte dicendo che il
beneficio ottenuto non sarebbe, come affermato da Coop del 7%,
ma solo dello 0,64% dato che le migliori condizioni ottenute
riguardavano solo 4 fornitori su un totale di 454.
Le domande chiave
•
Come riuscirà
Coop a contrastare la puntigliosa documentazione
contenuta nel libro "Falce e carrello"?
•
Esselunga,
quando si trova a competere in territori amministrati dai
“cugini” politici di Coop Italia, è vittima di
discriminazioni?
•
Coop Italia
svolge una funzione mutualistica per cui è giusto che,
indipendentemente dai prezzi che pratica, usufruisca di rilevanti
sconti
fiscali?
•
Ottenere
migliori condizioni contrattuali con alcuni fornitori consente
di
raggiungere una performance come leadership di prezzo dell'ordine
del 5%?
































