Brand e giovani: ci vuole interazione

I Millenials riconoscono il ruolo dei marchi solo se questi parlano il loro linguaggio

di Anna Bertolini

Quali sono le modalità per un brand di ottenere l’attenzione delle nuove generazioni? Semplice, l’interazione, ovvero parlare lo stesso linguaggio con le identiche modalità attraverso social network, tv, ma anche esperimenti instore, video e app. E tenendo conto che i Millenials hanno un rapporto diverso con i brand, più spinto all’amicizia che al semplice utilizzo tout court. Tutto ciò deve far riflettere: i giovani sono disposti a riconoscere il ruolo dei brand nella loro vita purché questi si manifestino vicini e interattivi. Una riflessione che ha portato alcuni tra i grandi marchi a entrare nella classifica dei più amati. Realizzato dall’agenzia Moosylvania, il rapporto 2015 vede ai primi posti brand del calibro di Nike, Apple, Samsung, Sony e Walmart. Le caratteristiche più importanti che hanno permesso di scalare la classifica sono: prodotti di qualità (75%), da raccomandare (40%), si adatta alla loro personalità (53%), responsabilità sociale (40%), veicolano interessi simili (39%), affermano cose importanti (31%). Si tratta, dunque, di una generazione alla ricerca di brand con i quali condividere parte della loro vita e per i quali sono disposti a diventare ambasciatori.

Alta qualità, passaparola e interessi comuni sono le caratteristiche che rendono i brand familiari ai giovani.
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