Callipo, una storia che arriva dal mare

L'attaccamento alla Calabria, alla produzione Made in Italy, alla responsabilità nei confronti della comunità. Così si crea la reputazione di un'azienda e la si consolida per oltre 100 anni di attività (da Mark Up n. 257)

Una rete, fisica e metaforica. Quella fisica richiama al business di Giacinto Callipo Conserve Alimentari, che opera nel mercato del tonno e delle conserve ittiche. Quella metaforica è il legame, il network che in 100 anni di storia la famiglia Callipo ha costruito con il suo territorio, la Calabria, e le sue persone. L’azienda -parte di un gruppo societario, sempre di famiglia- che conta in totale sei aziende, è guidata oggi dal cavaliere del lavoro Filippo Callipo, amministratore unico. È lui a condurci in un mondo fatto di ricordi, impegno personale, riconoscenza verso chi ha contribuito a costruire una realtà che ancora oggi vanta una lavorazione del tonno, eseguita in tutte le sue fasi, esclusivamente in Italia, nello stabilimento di Maierato (Vv), e che fieramente espone il tricolore sui propri packaging. Il Cavalier Callipo guarda con affetto e riconoscenza al ruolo ricoperto dai propri genitori e dal nonno. La mamma Francesca, innanzitutto, capace di crescere un figlio ottimista e positivo. Il nonno, con cui trascorreva molto tempo, e che gli ha insegnato i segreti del mestiere, la passione per il lavoro e il rispetto per le maestranze. Il padre, infine: “Un vero capitano d’impresa. Aveva la capacità di guardare avanti e di intercettare i cambiamenti. Ho lavorato con lui per tanti anni, ho appreso molto e mi ha sempre guidato con rigore e attenzione. Da lui ho ereditato la precisione, l’amore per le cose fatte bene, per la qualità del prodotto e del lavoro”. A sostenere il futuro del gruppo sono oggi i figli di Filippo Callipo, la quinta
generazione. Giacinto e Filippo Maria sono cresciuti “respirando l’aria aziendale e si sono formati consapevoli di dover ereditare un’impresa centenaria, che è qualcosa di più di un semplice business”. È una rete, appunto, che lega insieme, con profitto, oltre 300 dipendenti. Sono loro l’ossatura del gruppo. Il cavalier Callipo ha voluto costruire, con le sue persone, un rapporto sì basato sul rispetto dei ruoli, ma allo stesso tempo informale e famigliare: “Li conosco tutti, uno per uno. Con molti di loro, soprattutto quelli più ‘vecchi’, ho rapporti di affetto e amicizia. Per altri sono un confidente. Chi lavora con noi deve sposare i nostri valori e deve rispettare il principio della qualità innanzitutto. Nel corso degli incontri annuali non mi stanco mai di richiamare la loro attenzione su questo tema e sulla reputazione di azienda seria e attenta alle esigenze dei consumatori”. Il legame con la propria terra (e il mare) non si rescinde. La famiglia Callipo ha sempre mantenuto la produzione in Italia, senza mai ascoltare le sirene della delocalizzazione. “Due i motivi principali: il primo è il rapporto particolare che mi lega alla mia terra. L’ho sempre amata e, pur vedendone i limiti e gli innumerevoli problemi, non potrei abbandonarla. Mi sembrerebbe di tradire i miei collaboratori e tutto un territorio. L’altro motivo è la garanzia della qualità di prodotto intesa in senso lato. La nostra è una lavorazione nella quale la bravura e la competenza della manodopera sono fondamentali. Alcune linee di produzione sono completamente manuali, altre semi-manuali: è l’esperienza dei lavoratori a fare la differenza”. Tra i tanti prodotti -oltre 150- venduti, Filippo Callipo è affezionato particolarmente al tonno di tonnara, perché legato alla sua infanzia: “Fino alla fine degli anni Cinquanta, l’unico tonno che lavoravamo era quello di tonnara o tonno del Mediterraneo, che veniva pescato al largo delle nostre coste nel periodo primavera-estate (detto tonno di andata) e nel mese di settembre (tonno di ritorno). Negli anni Sessanta, mio padre percepì il cambiamento del mercato e passò a una lavorazione più stabile, utilizzando il tonno di importazione, proveniente dalla Norvegia, con il quale il periodo di produzione si è allungato man mano a tutto l’anno. Oggi abbiamo ancora la linea di tonno di tonnara, ma si tratta di una piccola produzione”. Nelle 10-12 ore in cui è presente in azienda, Filippo Callipo non manca, periodicamente, di ritornare in produzione, “Non solo per supervisionare il lavoro, ma anche per vivere in prima persona quello che io considero il cuore e il motore di tutta l’azienda”.


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