Chez Jean a Parigi dice che si può fare il convenience- caffetteria per target

Visite – Un concept che permette l'acquisto banale o di servizio mischiandoli con abilità. (Da MARK UP 192)

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1.
Prodotti ma anche servizi sotto un unico tetto

2. Una realizzazione complessa ma che si può replicare in una location idonea

Questo concept, probabilmente, lo potremmo vedere anche in Italia: è una joint venture fra Casino (ipermercati e supermercati, da ricordarsi la forza degli store brand) e Relay (corner di edicole e librerie in location della mobilità come aeroporti e stazioni ferroviarie).Sin dal primo momento appare un esercizio dedicato al servizio: la directory chiara, i fiori, i giornali, il brand name. L'ingresso che ripartisce i flussi, la comunicazione che spiega con ironia quanto c'è da capire, la sensibilità verso l'ambiente, la caffetteria a vista, la produzione di panini a portata di mano e, soprattutto, l'articolazione della multipiattaforma di offerta, adeguata al traffico di clienti provocato. Fra i tanti segnaliamo: biglietteria dell'intera rete di mobilità parigina, oltre ai tagliandi dei parcheggi per le auto. Possibilità di ricaricare le batterie del telefonino, toilette libere (e spaziose), contenitori di ritiro per le batterie ma anche per le lampadine esauste. Il tutto in 80-100 mq scarsi, utili per il cliente. C'è dunque molto di fast ma anche qualcosa di slow che si alternano con sapienza, come per esempio quei pochi tavolini con sedute comode all'interno, che si aggiungono come sedute totali agli altri 30 posti a sedere all'esterno (riscaldati d'inverno). È difficile come in tutti i casi di ibridazione riuscita definire Che Jean: panetteria, drogheria, caffetteria? O altro ancora?

Allegati

192-MKUP-LayCheJean
di Luigi Rubinelli / settembre 2010

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