Cibus Connect: brand e retailer a confronto sulle responsabilità

La necessità di adeguarsi ad un mondo che cambia e che richiede al business un vero e proprio dna sociale. La parola ai numeri uno di Conad, Ferrero, Granarolo, Unes...

"Trasformarsi da impresa con un bilancio sociale a impresa con una coscienza sociale", questa la sfida che un mondo in evoluzione lancia al business. A delinearla nell'appuntamento sulla responsabilità di essere impresa andato in onda a Cibus Connect 2017 è stata Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek, che ha moderato il dibattito tra i vertici della gdo e dell'industria.

Sono tanti i temi che brand e retailer si trovano costretti ad affrontare: dall'evoluzione del consumatore a quella dei canali, che richiedono una conseguente risposta in termini di dinamiche collaborative tra le due parti, offerta a scaffale e non solo. Come ha sottolineato ad esempio Lamberto Biscarini, senior partner e managing director di Boston Consulting Group, "i dati evidenziano che consumatori sempre più propensi ad acquistare prodotti responsabili".

In questo contesto si è parlato di responsabilità a trecentosessanta gradi: dal ruolo nell'educazione alimentare di chi opera nella filiera del consumo, passando per il Meridione, area che per il nostro Paese può e deve diventare una risorsa importante. A fare da esempio virtuoso in questo senso Gruppo VéGé con il presidente Nicola Mastromartino e il Pastificio La Molisana con l'Ad Giuseppe Ferro, due realtà che operano al Sud con successo.

I retailer
"Oggi la fiducia è una questione personale, non solo tecnica: le persone si fidano di chi sta dalla loro parte", ha sottolineato l'Ad Conad Francesco Pugliese. "Il mondo sta cambiando e noi distributori dobbiamo selezionare l'offerta, non possiamo più fare solo i generalisti. Per noi, ad esempio, Viaggiator Goloso sarà sempre più una private label contenitore di valori", ribadisce Mario Gasbarrino, Ad Unes. "Dobbiamo tornare a fare i commercianti, specializzandoci e selezionando la proposta", conferma Lucio Forchesato, direttore generale Despar Italia.

L'industria
"Dobbiamo individuare valori condivisi e portarli avanti insieme: industria e distribuzione", risponde Alessandro d'Este, presidente e Ad Ferrero, che per quanto riguarda le nuove tendenze alimentari afferma: "E' giusto seguire in parte i trend di consumo, ma solo se parliamo di trend globali e realmente fondati". Il riferimento alla difesa dell'olio di palma con qualità certificata è esplicito. "C'è bisogno di supportare anche una crescita culturale in tema di alimentazione e dovremmo partire dalle scuole", sottolinea Gianpiero Calzolari, presidente Granarolo: "Il latte si può segmentare per rispondere alle diverse esigenze dei consumatori, noi ad esempio stiamo convertendo il 10% di stalle al biologico, ma la base resta sempre quella di rassicurare sulla qualità"."Stiamo vivendo il nostro Rinascimento alimentare e dobbiamo comunicare il Made in Italy con emozione e trasparenza", ricorda Armando De Nigris, presidente Acetificio De Nigris.

 

 

 

 

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