Coca-Cola Italia sulla sostenibilità rilancia l’azione di cogenerazione

In primo piano – Presentato il VI rapporto socio-ambientale della multinazionale con alcune novità e qualche sorpresa. (Da MARK UP 194)

Registrati gratuitamente per scaricare il Pdf con la versione completa dell'articolo >

1. Consumi idrici ed energetici (assoluti) in aumento. Anche per via delle acquisizioni
2. Migliora l'efficienza negli impianti: si riduce l'impatto ambientale sulle metriche micro
(l/lbp)

Negli ultimi quattro anni Coca-Cola Hbc Italia ha potenziato la propria presenza sul mercato italiano, diversificando l'attività con le acque minerali a marchio Lilia, prodotte dall'azienda lucana Fonti del Vulture, acquisita nel 2006, entrando nella distribuzione automatica con l'acquisizione di Eurmatik nel 2007, e consolidando la rete di bottlers con Socib, società di imbottigliamento bevande del gruppo Capua, attiva nel sud Italia dal 1960 e rilevata nel 2008.
La crescita del perimetro di mercato non può non sortire effetti proporzionali sull'impatto ambientale: il consumo totale 2009 in MJ di energia è in aumento dell'11% rispetto al 2008 a seguito dell'acquisizione di Socib; incrementato anche il volume di bevande a marchio The Coca-Cola Company, che ha superato 1,4 miliardi di litri (+32%) a seguito dell'acquisizione di 2 impianti di produzione e imbottigliamento a Marcianise ed Elmas. È aumentata anche la produzione di acqua minerale: +10% rispetto al 2008, in termini di litri imbottigliati.
Nel complesso (acqua prelevata) i consumi idrici in metri cubi sono aumentati, a livello di stabilimenti produttivi, nel triennio 2007-2009, passando da 1,92 milioni a poco più di 2 milioni. Al contrario, i consumi per unità di prodotto (litri/lbp) sono diminuiti da 1,89 a 1,79.
Per i materiali da imballaggio, presi nella loro totalità, c'è stata una diminuzione complessiva negli stabilimenti: da 61,5 milioni di tonnellate nel 2007 a 59,2 milioni nel 2009. Fra i materiali per l'imballaggio prevalgono nell'ordine: pet (34,4%), vetro (32,8), alluminio (14,1), film in pe (14,1), cartone (6,4).
Dei quattro macro-ambiti nei quali si articola la Csr di Coca-Cola Hbc Italia (workplace, environment, marketplace e community), l'environment (ambiente) è il capitolo più interessante nella misura in cui le azioni (livello pragmatico) permettono di verificare e misurare le dichiarazioni d'intenti (teoria). Sia ben chiaro: questa è una valutazione nostra, non di Coca-Cola Hbc Italia, per la quale le 4 sfere d'intervento sopraddette sono tutte figlie ugualmente care alla medesima strategia-madre. Tuttavia, in linea generale, l'importanza strategica di una rispetto alle altre può variare secondo la tipologia di azienda e il mercato in cui essa lavora. Stringendo il campo sul sesto rapporto socio-ambientale di Coca-Cola Hbc Italia, presentato alla stampa da Alessandro Magnoni, public affairs & communication director, e dall'operations director Roberto Pastore, i fattori chiave nelle strategie rivolte al miglioramento dell'impatto ambientale hanno comportato:

  • l'avvio di un percorso d'installazione del dispositivo su alcune frigovetrine per valutarne i risultati in termini di risparmio energetico;
  • un sistema di routing per ottimizzare gli spostamenti della forza vendita sul territorio e limitare i consumi di carburante;
  • riduzione del pet intervenendo sulla filettatura del collo delle bottiglie.

Per quanto riguarda le azioni programmate per il 2010, va menzionata l'automatizzazione dell'impianto di illuminazione per il sito produttivo di Oricola (Aq). Nuovi compressori per il soffiaggio delle bottiglie in pet saranno installati a Oricola e Marcianise, per ridurre i consumi energetici relativi a questa fase di produzione.
È impossibile segnalare nella ristretta cornice di un articolo tutti i principali interventi, per i quali si rimanda il lettore alla consultazione, peraltro agevole, del rapporto. In particolare, non possono sfuggire i seguenti dati chiave:

  • riduzione dei consumi idrici necessari all'imbottigliamento di un litro d'acqua minerale (-21% nel 2009 rispetto al 2008). Per la produzione di bevande la riduzione è del 3%.
  • riduzione (-11%) dei consumi energetici per ogni litro di bevanda prodotta. Il calo è del 16% per ogni litro di acqua minerale imbottigliata. Risparmio complessivo: 550.000 euro.

Gli investimenti dell'azienda nel settore energetico nel biennio 2009-2010 ammontano a 1,6 milioni di euro.
Pochi mesi fa, Coca-Cola Hbc Italia ha inaugurato a Nogara (Vr) il suo primo impianto di cogenerazione che permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 66% incrementando l'efficienza fino all'83% rispetto ai sistemi tradizionali. Lo stabilimento utilizzerà due terzi dell'energia, mentre la quota restante sarà immessa nella rete di distribuzione nazionale. Entro il 2011 Coca-Cola Hbc Italia ha pianificato la realizzazione di due nuovi impianti di cogenerazione negli stabilimenti di Gaglianico (Bi) e Oricola (Aq).
Le innovazioni riguardano anche gli imballaggi. Le modifiche alla confezione delle bottiglie da 2 litri di Acqua Lilia, più leggere dell'11%, elimineranno 300 tonnellate di plastica all'anno diminuendo i rifiuti. Rispetto al 2008 si registra una netta diminuzione delle emissioni inquinanti, pari al 25% per ogni litro di acqua minerale imbottigliata (0,97 grammi di CO2 per litro di bevanda prodotta).

Portale Fornitori
Al 31 dicembre 2009 i fornitori iscritti al portale dedicato sono 844, di cui 410 considerati critici (cioè: con un fatturato superiore a 20.000 €). Il 91% dei fornitori è italiano, mentre solo l'8% è di altri paesi europei: soprattutto Austria, Francia, Grecia, Germania, Regno Unito; il restante 1% è composto di aziende dislocate in Turchia, Israele, Dubai, Arabia Saudita e Usa. I paesi del Medio Oriente, insieme alla Grecia, sono coinvolti principalmente nella fornitura delle bottiglie di vetro utilizzate per le bevande a marchio The Coca-Cola Company. Grazie al lavoro svolto negli ultimi due anni con il Portale Fornitori, è possibile costruire un quadro completo dei fornitori aziendali. Con le informazioni disponibili e un lungo lavoro di valutazione Coca-Cola Hbc Italia ha assegnato a ciascuno dei 410 fornitori critici (su un totale di 844) un punteggio in grado di riassumere le prestazioni, riconducibili a 5 ambiti di indagine. Il 30% dei fornitori critici lavora a contatto con il TS&E (Technical services & Equipment), mentre i fornitori di materie prime costituiscono circa il 17% e i fornitori di trasporto circa il 15% del totale. Il restante 40% dei fornitori critici riconduce all'ambito del marketing e dei servizi.

Strategie e azioni: la piramide della Csr
1) Group Csr Council: è la struttura che sviluppa e gestisce le strategie di sostenibilità. Questo organismo coordina le azioni e i progetti delle singole società del gruppo in sintonia con i valori e gli indirizzi individuati da Coca-Cola Hellenic.
2) Region director: all'interno delle diverse regioni nelle quali è organizzato il gruppo, il responsabile di regione (region director) assicura che la strategia individuata a livello di gruppo sia tradotta in pratica, in particolare negli ambiti della sicurezza e della salute.
3) Team interfunzionale: lavora a livello di singolo paese. Concretizza la strategia declinandola in base alla realtà locale.
Il Csr Team di Coca-Cola Hbc Italia (vedi livello 3) è il gruppo interfunzionale che segue e traduce in pratica le strategie e gli indirizzi stabiliti a livello corporate. È costituito da 11 persone. È supportato da Rga-Environment, Safety & Corporate Responsibility.
Fonte: Coca-Cola Hbc Italia - Rapporto Socio-ambientale 2009

Coca-Cola Hbc Italia: principali obiettivi

  • Investimento su energie alternative: installazione di pannelli fotovoltaici negli 8 stabilimenti italiani. Obiettivo: ridurre di 11.500 tonnellate l'anno l'emissione di CO2
  • Risparmio conseguente di 1 milione di euro
  • Impegno nella cogenerazione
  • Proseguire nella riduzione degli imballaggi, sulla falsariga di quanto già fatto nel 2010 con il packaging di Acqua Lilia

Fonte: elaborazioni dell'autore su Coca-Cola HBC Italia -Rapporto Socio-ambientale 2009

Piccolo glossario
Cogenerazione: produzione contemporanea, in un unico sistema impiantistico, di energia elettrica e termica (calda e fredda) partendo da un'unica fonte energetica che può essere tradizionale come il petrolio, di recupero come i rifiuti, e rinnovabile come le biomasse.
Developing market: ambito geo-economico di Gruppo Coca-Cola Hellenic, costituito da 9 paesi dell'Europa dell'est con popolazione complessiva di 78 milioni di abitanti e un Pil pro capite di 10.000 dollari.
Emerging market: ambito geo-economico di Gruppo Coca-Cola Hellenic di cui fanno parte 12 paesi dell'Europa orientale insieme alla Nigeria, con una popolazione complessiva di 396 milioni di persone e un Pil pro capite di 3.000 dollari.
Established market: ambito geo-economico di Gruppo Coca-Cola Hellenic. Vi rientrano 7 paesi europei, fra cui l'Italia, con popolazione complessiva di 73 milioni di abitanti e Pil pro capite di 33.000 dollari. In questo ambito Coca-Cola Hbc Italia ricopre il primo posto per volume di vendita calcolato in unità di prodotto.
l/lbp: litri per litro di bevanda prodotta. Ricopre il primo posto per milioni di unità prodotte.
Joule: unità di misura che esprime l'energia necessaria per esercitare una forza di un newton per una distanza di un metro.
MJ/lbp: mega joule per litri di bevanda prodotta.
MJ: Mega Joule = 1.000.000 di Joule.
Unità di prodotto: corrisponde a 192 once Usa (ca. 30 ml) di bevanda finita.

Allegati

194-MKUP-CCola-Sostenibile
di Roberto Pacifico / novembre 2010

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here