Commercial Property, il boom del mercato Usa

I fondi immobiliari specializzati in "commercial property" hanno registrato nel 2015 una crescita del 15,6%. Il ritorno sugli investimenti è addiritura a tre cifre (+129% negli ultimi 6 anni). Il commercial property negli Usa ha surclassato i titoli di Stato (+4,39% nel periodo 2011-2015), le azioni (+13,45%), le obbligazioni (+4,72%) e le materie prime (-10.93%).

Molti avvenimenti negativi si stanno affollando sullo scenario geo-politico mondiale, creando, con i loro più o meno immediati effetti sui mercati, oscillazioni preoccupanti nell'andamento dei valori (Borse) e dei prezzi. La Brexit prima, e l'avvicinarsi dell'elezioni presidenziali in Usa, previste a novembre 2016, stanno fornendo motivi di riflessione e timore. Ma c'è un settore che non sembra scontare gli effetti negativi dal clima generale di incertezza e instabilità: il commercial property, ossia più o meno tutto l'immobiliare, soprattutto retail e turistico-ricettivo, eslcuso quello residenziale.
Secondo MSCI, di fronte all'incertezza dei mercati seguita alla Brexit, i dati che riguardano il mercato Usa sembrano offrire un motivo di positivo ripensamento a coloro che ritengono cose del passato, non più destinate a ripresentarsi, i ritorni a due cifre. In base allo studio pubblicato nel febbraio 2016, i fondi immobiliari specializzati in "commercial property" hanno registrato un incremento (ritenuto "sorprendente" dai ricercatori) del 15,6% secondo il PREA/IPD US Quarterly Property Fund Index. Ancora più interessante, il dato relativo al ritorno sugli investimenti, che, in termini cumulativi, è addiritura a tre cifre (+129% negli ultimi 6 anni). Il commercial property negli Usa ha surclassato le altre categorie immobiliari e mobiliari, inclusi i titoli di Stato (+4,39% nel periodo 2011-2015), le azioni (+13,45%), le obbligazioni (+4,72%) e le materie prime (-10,93%).
"I fondi real estate open-end hanno prodotto ritorni a doppia cifra per 6 anni consecutivi: un periodo che abbraccia la ripresa notevole dall'incubo del 2008-2009" ribadisce Simon Fairchild, Executive Director di MSCI.

La Brexit e l'interesse per il mercato UK
Mentre aumentano le incertezze, gli investori più saggi comprendono che i fondamentali del mercato non cambiano automaticamente a causa di un singolo avvenimento politico/sociale. E come accade in UK, le dinamiche al lavoro nel mercato del commercial property negli Usa creano, secondo MSCI, un sano ambiente per gli investitori. A proposito di UK, MSCI ricorda il recente annuncio della cinese Juwai, il più grande portale immobiliare del mondo, secondo il quale dopo la Brexit l'interesse a investire sull'immobiliare del Regno Unito è salito del 40%.
Le pressioni globali e l'incertezza politica potrebbero mantenere bassi i tassi d'interesse nel medio termine, assicurando un afflusso regolare nell'economia americana di denaro dall'estero, fenomeno che spingerà la domanda assicurando buoni ritorni a coloro che vogliono investire.
Un esempio citato da MSCI è Rycal Group con il fondo Carlton James dotato di un portafoglio focalizzato sull'ospitalità. Carlton James investe in questo segmento da diverso tempo, con ritorni medi del 17% negli utlimi 5 anni. La strategia è basata su un'ampia e diversificata visione geografica potenziata dall'implementazione dei cosiddetti "Revenue Generators" ("generatori di fatturato aggiuntivo"), per esempio ragionado sulla prossimità/adiacenza alle autostrade, ai mall, alle infrastrutture logistiche.
"I sommovimenti geopolitici e i cambi di governo esercitano impatti immediati sui prezzi delle azioni e sulla fiducia degli investiori portando rapidamente a snervanti periodi di fluttuazione nei mercati - è la disamina di Simon Calton, CEO of the Carlton James Group e Rycal Group-. Lo abbiamo visto nel dopo Brexit e ci aspettiamo ancora più agitazione all'approssimarsi delle elezioni presidenziali in Usa".

 

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