Consumo ortofrutticolo: continua il trend negativo

Un altro anno di calo per il consumo di prodotti ortofrutticoli in Italia, secondo un trend negativo ormai in atto da oltre 10 anni e confermato dai dati 2014 elaborati da Nomisma. Dal 2000 ad oggi gli italiani hanno infatti rinunciato a quasi 1.700 tonnellate di frutta e verdura (-18%) che, in termini pro capite significa meno 17 chili di consumi di frutta e verdura freschi, un calo in media di 1,5 kg ogni anno, con andamento costante sia prima che dopo l'inizio della crisi. I consumi annui di prodotti ortofrutticoli freschi si sono dunque fermati a 130,6 kg, che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno, mentre nel 2000 le quantità consumate quotidianamente dagli italiani erano superiori ai 400 grammi: una contrazione di consumi pro capite che, rispetto allo stesso anno, vede la frutta in calo del 15% e la verdura del 6%.
Tale situazione delinea un quadro preoccupante in primis per la filiera ortofrutticola italiana che, con circa 450.000 aziende agricole e oltre 850.000 ettari dedicati, ricopre un ruolo di primo piano in ambito nazionale (oltre ¼ delle aziende agricole e circa il 7% della Superficie Agricola Utilizzata). Il valore economico prodotto dalle imprese agricole ad orientamento ortofrutticolo rappresenta inoltre uno dei più elevati in ambito nazionale, con oltre il 22% della Produzione Lorda Vendibile riconducibile alla produzione di ortaggi, frutta e agrumi.
I dati negativi hanno altresì ripercussioni sul benessere collettivo, allontanando i consumatori dalle razioni giornaliere raccomandate e vedendo parallelamente crescere la percentuale di bambini in sovrappeso, oggi arrivata in Italia al 31,6%, a fronte del 35,5% degli Stati Uniti, del 24,7% del Regno Unito, del 25% della Germania e del 14% della Francia. Le percentuali mostrano che, in tal senso, il ruolo della famiglia risulta determinante, in quanto vettore attivo per la definizione delle preferenze alimentari dei bambini, che spesso si porteranno dietro crescendo. Tra le leve educative da sfruttare è fondamentale anche quella scolastica, così come è necessario un nuovo marketing che sappia reinventare i valori dell’ortofrutta, magari partendo da quell’ondata di trasmissioni televisive a tema culinario, di cui è già stata testata l’efficacia comunicativa.

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