Deloitte: il ruolo dell’innovazione nel mondo benessere e salute

L’evoluzione della relazione paziente-healthcare e la centralità dalle nuove tecnologie.

Qual è il percepito delle persone rispetto ai cambiamenti in atto nel mondo benessere e salute? A questa domanda risponde la recente indagine demoscopica, nazionale e internazionale, realizzata da Deloitte in collaborazione con Swg e presentata in occasione dell’incontro Innovation by Ania.

“Per i nostri connazionali - afferma Luigi Onorato, senior partner Monitor Deloitte - il benessere e la salute è il bisogno primario più importante. Tuttavia, si tratta di un bisogno che va oltre il naturale concetto di healthcare e che si allarga a quello più ampio ed articolato del voler vivere bene”.
La sfera del wellbeing e della salute rappresenta la principale area di spesa: lo conferma il 74% degli italiani. 2 persone su 3 ritengono importante effettuare visite di prevenzione o check up, che effettuano almeno 1 volta all’anno, spendendo nel 50% dei casi una media annua di circa 300 euro.

Nel concetto di benessere e salute rientra anche la cura dei propri cari. Se si considerano gli italiani con genitori over 65, 2 volte su 3 è necessaria una qualche forma di assistenza. Tale assistenza viene fornita, in prima persona, nel 60% dei casi, ma si può arrivare all’80% se l’intervistato ha più di 55 anni. Laddove ci si avvalga di supporti esterni (per esempio le badanti), ben 6 persone su 10 lamentano costi troppo elevati e limitata professionalità degli operatori.

Per oltre il 70% del campione, l’innovazione ha avuto un impatto positivo migliorando la qualità dei servizi, facilitandone l’accesso e riducendo i costi. Tuttavia, in caso di problemi di salute, ci si rivolge preferibilmente ai medici (79%) o alla diagnostica tradizionale (24%), mentre solo il 7% della popolazione si avvale di wearable device o applicazioni digitali.

I servizi digitali più utilizzati? Quelli che facilitano l’accesso alle cure (come la prenotazione online delle visite), mentre assumono una rilevanza minore i servizi digitali per monitoraggio della propria salute, per la condivisione delle informazioni, la consegna dei farmaci a domicilio o la telemedicina.
Dalle nuove tecnologie ci si aspettano sia migliori cure abilitate (63%) sia una maggiore facilità di accesso alle cure stesse, soprattutto in termini di minori tempi di attesa (52%).
L’innovazione, per 8 italiani su 10, ha portato anche ad un significativo aumento delle informazioni, delle quali non sempre siamo fiduciosi: il 35% del panel non crede alle informazioni trovate sul web, ed il 55% si fida solo per alcune tipologie di informazioni o fonti.

L’80% degli italiani valuterebbe l’acquisto di servizi in ambito benessere e salute attraverso operatori non tradizionali, non solo quelli appartenenti al mondo tech ma anche a quello finanziario, purché tali operatori dimostrino di essere competenti e credibili.

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