Docenti e manager per crescere

In Italia c’è scarsa presenza, cultura e gestione manageriale. C’è bisogno che Università e mondo del lavoro dialoghino di più per creare quell’osmosi tra teoria e pratica indispensabile per innovare e competere ai massimi livelli.

Il management in Italia è un po’ un’araba fenice. Abbiamo infatti poca cultura, gestione e presenza manageriale in azienda e nell’economia.

La scarsa presenza di dirigenti emerge con forza dal fatto che nel settore privato abbiamo meno di un dirigente (0,98) ogni cento lavoratori dipendenti, contro il 3% di Francia e Germania. E questo dipende in gran parte da un fattore culturale più che strutturale. Infatti, le nostre tantissime imprese familiari (80% circa come nelle principali realtà europee) hanno nel 66% dei casi management solo familiare a differenza degli altri Paesi (35% Spagna, 28% in Germania, 26% in Francia e 10% in UK) dove prevale il management esterno.

Università e aziende, docenti e manager
Cosa si potrebbe fare per avvicinare maggiormente formazione e mondo del lavoro e crescere in tutti i sensi? Ce lo dice un’indagine su oltre 1.000 manager che lavorano in Italia e all’estero sviluppata a fine 2014 da Manageritalia – con la collaborazione tecnica di AstraRicerche e in partnership con SAFM (Scuola di Alta Formazione al Management) e Kilpatrick International Executive Search.

Emergono, e forti, i punti deboli nel nostro sistema scolastico, universitario e economico/aziendale. La scuola deve aggiornarsi, l’Università deve uscire dal suo enclave e dialogare di più con il mondo del lavoro. Non da meno le aziende devono aprirsi, entrare nelle università e fare massima sinergia. Devono poi valorizzare e non “castrare” il talento una volta che questo è in azienda. Perché i giovani e il talento, quello loro e di tutti, sono patrimoni determinanti per la crescita e lo sviluppo.

Aziende, manager e docenti di management
Se il rapporto tra mondo del lavoro e Università deve migliorare ancora parecchio, questo vale anche per quello ancor più focalizzato sugli studi di management.
Infatti, teoria, ricerca e insegnamento della disciplina manageriale, che vantano autorevoli tradizioni nelle nostre Università, devono dialogare di più con i vertici aziendali, imprenditori e manager.

In altri contesti, soprattutto Usa e UK, ma in parte anche Nord Europa, il rapporto tra Università e aziende e manager è sicuramente più consolidato e strutturato che da noi. Infatti, si avvale maggiormente di docenti che operano come consulenti d’azienda e di una più diffusa e strutturata presenza di società di consulenza direzionale, punto d’incontro tra i due mondi e tramite nel dialogo a due vie.

Tornando all’Italia, possiamo solo dire che dobbiamo fare di più. Perché in un contesto economico sempre più sfidante, che fa della mutevolezza e della rapidità la sua vera ragion d’essere questa osmosi è sempre più indispensabile.Pensiamo che in una recente indagine fatta da AstraRicerche e Manageritalia su quasi 6.000 manager italiani il 56% segnala il continuo e rapido cambiamento delle competenze richieste.

A questo si aggiunge il fatto che questo dialogo, che già in parte c’è e in varie forme, deve ampliarsi per profondità e qualità e deve far crescere docenti e manager, traendo gli uni la messa in pratica delle loro teorie e gli altri un accrescimento delle basi e dei modelli innovativi del management. Dialogo che non può essere circoscritto a poche realtà virtuose, ma deve allargarsi per permeare in vari modi il tessuto e la struttura della nostra economia e delle sue tantissime piccole e medi aziende.

Se la grande impresa e la grande Università possono e devono fare da traino, le altre realtà accademiche e aziendali devono fruire di quel traino e calare al meglio nel loro contesto queste opportunità di crescita reciproca. Questo ancor più in un paese come il nostro dove il piccolo non è più bello e il grande non sarà mai prassi. Ma dove, per esempio, dovremmo trovare il modo migliore per far lavorare insieme le tante imprese che per dimensione, ma anche per le modalità di fare business oggi, per stare sul mercato e crescere non possono che fare sinergia nelle catene del valore che si sviluppano ormai solo a livello internazionale e spesso globale.

Dobbiamo trovare sbocchi di management e manageriali ad una vera gestione in rete e nelle catene del valore globali delle tantissime Pmi. Ecco, in tutto questo docenti di Management e manager hanno tanto da dire e da fare. Un rapporto che dobbiamo imparare tutti a far crescere e gestire in modo più manageriale.

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