Federdistribuzione ai sindacati: “Indetto lo sciopero ma serve responsabilità”

sciopero federdistribuzione
I sindacati indicono lo sciopero per il 19 dicembre ma Federdistribuzione invita alla cautela e alla chiarezza

Sabato 19 dicembre #fuoritutti. Torna l’hashtag che aveva già caratterizzato lo sciopero del 7 dicembre. È l’invito dei sindacati per aderire alla giornata di sciopero rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori di Federdistribuzione, della Distribuzione cooperativa e di Confesercenti. E arriva direttamente dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha diffuso una lettera nella quale specifica l’intenzione di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltuc-Uil di organizzare la Susanna-Camussomobilitazione del 19 dicembre: “Come sapete - scrive il segretario generale della Cgil - la categoria è da lungo tempo impegnata nei rinnovi contrattuali, particolarmente difficili e in più segnati da una divisione tra le controparti che ha determinato la divisione tra chi ha il contratto perché in aziende aderenti a Confcommercio e i lavoratori e le lavoratrici delle aziende fuoriuscite e quelli delle altre associazioni che da due anni sono senza contratto. Lo sciopero si svolge nella prossimità delle feste natalizie e ciò richiede maggior sostegno e solidarietà”.
Ma Federdistribuzione non ci sta. “Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un giorno importante per gli acquisti legati alle festività. Uno scarso senso di responsabilità da parte dei sindacati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di cobolli-gigli-federdistribuzioneFederdistribuzione – per una decisione che potrebbe arrecare disagio alle persone interessate agli acquisti e minare la sostenibilità del settore”.
E aggiunge: “Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta. Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero. Il nostro obiettivo è siglare il primo contratto della Distribuzione Moderna Organizzata che rispecchi le nostre distintività rispetto ad altre formule del commercio, che salvaguardi le condizioni economiche dei lavoratori ma ponga le basi per tornare a crescere, sviluppando investimenti e nuova occupazione”.

Il presidente di Federdistribuzione prosegue: “In questo quadro non possiamo accettare le condizioni sindacali, che vorrebbero una mera applicazione degli incrementi economici concordati con Confcommercio. Si tratterebbe infatti di aumenti superiori all’inflazione previsionale, che comporterebbero inevitabilmente ricadute negative per il settore. Per questo la nostra proposta è semplice: da un lato erogazione di aumenti salariali allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018 per tutelare i salari e dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, dei trasporti, delle attività scolastiche. Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. – conclude Giovanni Cobolli Gigli - Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

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