Ferrero, l’azienda italiana più importante nel mondo

Con un fatturato di oltre 10,5 miliardi di dollari, in aumento del 5,6%, l'azienda dolciaria di Alba (Cn), creatrice e detentrice del marchio più famoso del mondo almeno nel dolciario di massa (Nutella ha compiuto 60 anni l'anno scorso) guadagna 6 posizioni nella classifica mondiale, salendo dall'84° al 77* posto. Nel mondo Ferrero è, soprattutto in termini di brand awareness e immagine percepita,  l'equivalente alimentare e dolciario della Ferrari (e forse la paranomasia, ossia la quasi isofonia, non è  casuale). La classifica di cui parliamo è quella Deloitte (Global Power of Consumer Products 2015)  dei 250 marchi industriali più importanti nel mondo.

Il numero di aziende italiane rappresentate in questa classifica (Ferrero, Luxottica, Pirelli, Barilla, Indesit, Perfetti Van Melle: sei aziende che generano insieme un fatturato di quasi 40 miliardi di dollari) è perfettamente ripartito tra non alimentare (Luxottica, Pirelli, Indesit) e alimentare (Ferrero, Barilla, Perfetti). Ricordiamo che Pirelli (da poco acquisita da ChemChina) e Indesit (fa parte della multinazionale americana Whirlpool che sta tagliando 1.500 posti con chiusura di 3 stabilimenti) non sono più di proprietà italiana.

Italiane tutte in miglioramento, tranne Barilla e Indesit

Tranne Barilla e Indesit, migliorano tutte le altre, che salgono di posizione e fatturato: Ferrero (fatturato 10.595 milioni di dollari, + 5,6%) migliora di otto posizioni (da 84 a 77), Luxottica (9.713 milioni, +3,2%) ne guadagna dieci (dal 92° all’83°posto), Pirelli (8.164 milioni, +1,2%) passa dal 101° al 97°.

Buone le prestazioni di Perfetti (3.303 milioni) che acquista 8 posizioni (dal 235° al 227° posto), grazie a una buona performance in termini di Cagr 2008-2013 (+4,7%) in linea con le altre connazionali (tranne Indesit) che sul Cagr viaggiano dal +7,1% di Luxottica al +5,7% di Pirelli.

Barilla (4.248 milioni, -10,8%) perde 26 posizioni (da 151 al 177) e Indesit scala di 9 posti (3.548 milioni, -7,4%) dal 204° al 213°.

In Italia i beni di largo consumo rappresentano il 22% della produzione, quasi il 24% dell’occupazione, il 5% del Pil nazionale. A livello mondiale le vendite dei 250 più grandi produttori hanno generato 3,1 trilioni di dollari.

Samsung e Apple le regine della classifica

Samsung si conferma leader nella top 250 per il settimo anno consecutivo con 210 miliardi di dollari, +13,7% rispetto l’anno precedente. Apple mantiene la crescita dei ricavi, +9,2%, secondo posto dietro Nestlé (+2,7%).

Crescita doppia per Sony (+17,4%) che guadagna una posizione e sale al 5° posto. Pepsi (+1,4%) supera Unilever (-3%) e si piazza al 6° posto. Per la prima volta entra nella top 10 la brasiliana JBS, il più grande produttore mondiale di carne, con ricavi superiori a 43 miliardi di dollari e una crescita del 22,7%.

 

 

 

 

 

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Seguo soprattutto il retail e l'immobiliare commerciale, con sporadiche incursioni su industria e marketing. Scrivo anche di letteratura e musica (ma this is quite a different story...)

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