Fiere di Parma: nuovi format post fieristici

di Raffaella Pozzetti

Fiere di Parma ha chiuso il 2015 con ricavi effettivi di circa 32 mln di euro e un Ebitda di quasi 5 mln di euro, con performance superiori alle proiezioni del piano industriale e del budget, anche grazie al successo del padiglione CibusèITALIA ad Expo. Sulla scorta di questi buoni risultati, la società ha presentato le nuove direttrici del piano industriale al 2020, focalizzato su 3 punti.

Primo obiettivo è la creazione di nuovi format post fieristici. Spiega Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma: “I nostri espositori chiedono momenti di incontro e confronto anche nel dopo fiera, e noi stiamo lavorando per darglieli. Pensiamo a soluzioni in cui non vendiamo spazi espositivi, ma servizi. È il caso, per esempio, del prossimo Cibus Academy, un grande evento post convegno dedicato al Made in Italy alimentare dove industria, distribuzione ed istituzioni di tutto il mondo si incontrano per discutere del largo consumo alimentare”.

Un secondo obiettivo, sempre su richiesta delle aziende, riguarda la creazione di una nuova iniziativa dedicata al food negli anni dispari (divulgazione & networking su specifiche aree focus, momenti di incontri B2B, ecc.), attualmente assente dal panorama fieristico.

Terzo punto è la prosecuzione dello sviluppo delle attività avviate all'estero grazie all'offerta strutturata di spazi fieristici ed eventi nel settore alimentare, ad oggi in essere grazie alla collaborazione con Anuga-Kölnmesse Italia, nell'ottica di diventare un riferimento per tutte le aziende italiane interessate allo sviluppo sui vari mercati strategici. Puntualizza Cellie in proposito: “Noi e Kölnmesse insieme costituiamo la community più importante al mondo nel settore alimentare al servizio degli operatori leader del mercato”.

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