Granata lascia Melinda le pere dell’Emilia Romagna

di Vittorina Fellin

Granata, 55 anni, veneto d’origine, dirigeva il consorzio trentino dal 2002 dopo una lunga esperienza alla multinazionale Dupont, dove aveva ricoperto incarichi diversi ed era cresciuto professionalmente. Con Granata al timone, Melinda è riuscita a diventare un paradigma di efficienza e redditività nel mondo cooperativo. Grazie ad una massiccia campagna di riorganizzazione aziendale - con la concentrazione delle sale lavorazione e la ridefinizione dell’assetto commerciale - e un generalizzato rinnovo degli impianti produttivi che hanno permesso di arginare l'emergenza scopazzi e di differenziare la gamma varietale troppo sbilanciata sulla Golden Delicius, la frutticoltura della Valle di Non ha preso il volo. In questi anni Melinda è cresciuta vincendo sfide importanti. E’ stato il primo consorzio a puntare alla diversificazione di prodotto, con le varie mousse, barrette, etc, ed è stato il primo gruppo frutticolo al mondo a credere e investire nelle celle ipogee per la conservazione delle mele nel sottosuolo. Tutti gli altri hanno semplicemente seguito un leader apripista da validi gregari. Ora rimane da definire il futuro organizzativo di Melinda e il nome del soggetto che succederà a Granata. Intanto l’incarico, fino al prossimo autunno, è affidato a due direttori commerciali che dovranno traghettare il Consorzio nell’era post Granata.

Per quanto riguarda il manager veneto, invece, sembra che lo attendano sfide importanti dove dovrà mettere in campo tutta la grinta e la determinazione che lo hanno contraddistinto in questi anni nel difficile mondo ortofrutticolo. La cooperativa che lo attende è una di quelle importanti, Apo Conerpo, e l’operazione – i cui particolari saranno definiti ed ufficializzati a breve – dovrebbe vedere la nascita di una newco, di un nuovo polo cooperativo delle pere dove dovrebbero confluire tutte le imprese del mondo bianco di Confcooperative, da Fruit Modena Group a Patfrut a Naturitalia. Un’aggregazione da 1,2-1,3 milioni di quintali di pere, insomma dove Granata dovrà fare ordine e riuscire a fare squadra. Ancora non sono chiari i compiti del manager ma sembra che vi sarà un unico ufficio commerciale e la messa in cantiere di un marchio da lanciare attraverso azioni di marketing e comunicazione. L’obiettivo è di incrementare il valore aggiunto per i produttori rilanciando i consumi in Italia e sui mercati esteri, dove maggiormente si soffre la concorrenza di olandesi e belgi.

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