I Fab Lab crescono in Italia e nel mondo

ECONOMIA & ANALISI – Fabrication laboratory, botteghe della creatività che producono oggetti grazie alle tecnologie digitali abbinate alle stampanti 3D: l'espansione avviene in sordina (da MARKUP 224)

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È già realtà il laboratorio cittadino, dove ognuno può andare con un suo progetto, uno schizzo su un foglio A4, e trovare delle macchine - lasercat, fresatrici, e stampanti 3D - che sembrano magiche ma al contrario sono di una concretezza sorprendente. Nelle nuove botteghe digitali, i macchinari sono collegati a un computer, ma non manca una persona - in carne e ossa - che accompagni i frequentatori dalla progettazione alla realizzazione. Molto ben organizzati sono i Fab Lab del nord dell'Europa, ma non mancano in Italia con degli esempi virtuosi a Torino, a Novara, a Palermo, o più sperimentali, a Firenze, Reggio Emilia e Milano. I Fab Lab, Fabrication laboratory, sono laboratori di creatività, producono oggetti grazie alle nuove tecnologie digitali. Quello che l'Economist ha definito la "Terza Rivoluzione industriale", è un nuovo modo di produrre in digitale e attraverso strumenti di ultima generazione: stampanti 3D, taglierini laser, fresatrici a controllo numerico, aspiratori.
Dentro i Fab Lab s'incontrano i makers, coloro che fanno, costruiscono e realizzano. Hanno sperimentato già da qualche anno un po' sottotraccia, quasi sfuggendo alla comunicazione, oggi sono un network trasversale, globale, che consegue una potenza acquisita non seguendo le logiche del passato. Si cercano finanziamenti privati per mettere su un Fab Lab, si persegue il low cost, si condividono i progetti, s'include, non si esclude mai; la diversità è ricchezza, la collaborazione è la regola principe. Prima si fa, si produce, si realizza, e poi - forse - se ne parla, ma prima si condivide con altri maker, quel progetto, quel percorso. ■

Allegati

224_FatLab

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