I piccoli agricoltori motore dello sviluppo sostenibile

di Raffaella Pozzetti

L'assunto di partenza è che il sistema alimentare globale è fragile e, nonostante sembri tecnologicamente sofisticato e solido in termini economici, non è pronto ad affrontare i problemi economici, ecologici o sociali che si stanno via via delineando: dai cambiamenti climatici alle carenze nutrizionali di una parte della popolazione mondiale. C'è urgenza, quindi, di proposte che salvaguardino maggiormente l'ambiente. In questo senso, assumono rilievo le iniziative tese a rendere più sostenibile l'agricoltura, per esempio attraverso modalità produttive che sfruttino meno il terreno: pensiamo, nella fattispecie, a tecniche di coltivazione biologiche e non chimiche. Il punto nodale della questione, però, è essenzialmente uno: perché il pianeta tragga veramente vantaggio da questo tipo di iniziative, è necessario aiutare le piccole famiglie di agricoltori, cioè di coloro che ogni giorno lavorano la terra, a fare in modo che la loro attività sia più resiliente. Come? Attraverso la diffusione di tecniche di coltivazione più efficaci e sostenibili, ma anche stimolando i coltivatori a introdurre programmi di gestione del rischio o di assicurazione sul raccolto.

 

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