Il consumatore: uno, nessuno, centomila

Non è più l'epoca delle contrapposizioni tra fisico e digitale, tra online e offline. L'experience è liquida, fluida. Con una chiara prospettiva verso i retailer che diventano spazi aperti (da Mark Up n. 261)

Repulsione per la massificazione, entusiasmo per lo sharing, brama di personalizzazione e di creare il proprio brand, amore per la modernità, nostalgia per la tradizione. Fedeltà per l’insegna che mantiene le promesse, capacità di decretarne il fallimento se non le mantiene. Desiderio di esperienze d’acquisto come se fossero cucite addosso. Unicità, impazienza, esigenza di semplicità, voglia di scoprire e di provare emozioni. Oggi più che
mai emerge chiara l’aspettativa verso un retailer che diventa uno spazio aperto senza limiti. Non è più l’epoca dei confini, non più fisico contrapposto al digitale, non più opposizione tra acquisto online e offline, non più separazione tra eCommerce e brick & mortar. La shopping journey è liquida, le esperienze d’acquisto fluide tra il non più futuristico mondo digitale e un mondo fisico tutt’altro che da rottamare. Lo scenario apre
innumerevoli sfide per i retailer: assumere punti di vista alternativi, costruire un immaginario di valori consistente ed autentico, aprirsi al territorio, guidare, informare, coinvolgere, essere human e allo stesso tempo tech. L’offerta non può più sottrarsi dal considerare ogni leva (tangibile e intangibile) come un asset fondamentale per
costruirsi una distintività agli occhi del proprio cliente. E il vero progresso è cogliere gli aspetti più intimi ed emozionali, il non detto più vero e profondo del pensiero dei consumatori. La ricerca e l’individuazione di insight rilevanti del consumatore e non per il consumatore, farà sempre di più la differenza. Non è solo un cambio d’abito quello che devono fare i nostri retailer, è una trasformazione, un netto cambio di prospettiva: non essere più luogo di vendita, ma spazio di acquisto. Trasformare il cambiamento in opportunità, il globale in locale, il dato in azione, lo spazio in narrazione, il cliente in fan. In poche parole, trasformare il futuro in presente. Sforzarsi di capire cosa vogliono i consumatori non basta. È necessario, prima di tutto, lasciarsi ispirare ed avere il coraggio di immaginare le percezioni, i sentimenti e i desideri più profondi che si innescano nella pancia di chi guarda un’insegna. AltaviaLab vuole ispirare, interpretare ed essere il propulsore della trasformazione, accompagnando il retailer nella costruzione di strategie commerciali coerenti, proficue ed omnicanale.

L'intero articolo su Mark Up n. 261

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