Il design è parte integrante dei processi d’innovazione

Spesso si trascura il ruolo della dimensione estetica privilegiando quella tecnologica. Un errore in termini di competitività (da Mark Up 251)

Nonostante l’interesse della domanda sia in crescita e il design rappresenti oggi una leva competitiva in tutti i settori, gli economisti continuano a trascurare il ruolo del design industriale e della dimensione estetica nelle ricerche sull’innovazione, privilegiando lo studio delle innovazioni tecnologiche. Design, estetica e innovazioni stilistiche sono considerate significative dagli economisti solo nei settori a ridotto contenuto tecnologico.  In  una  prospettiva  ormai  superata, il design veniva considerato adatto per la fase di maturità del ciclo di vita del prodotto e in tutti i casi per cui erano  precluse  altre  strade  di  differenziazione. Non restava che puntare su un’esasperata  ricerca  di  soluzioni  originali  della forma, correndo però il rischio di diventare over-design. Il  design  è  considerato  una  leva  competitiva  adottata  dalle  imprese  dei  settori low-tech. In realtà c’è chi, come Apple, ha evidenziato una nuova visione del design che supera la schematizzazione base, rompendo quel luogo comune secondo cui le imprese dei settori maturi low-tech (mobile, abbigliamento, calzature ecc.) sarebbero quelle in grado di trarre i maggiori vantaggi competitivi dall’innovazione estetica e di design.

L'articolo completo su Mark Up n. 251

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