Il profilo del consumatore di primi piatti surgelati

Grocery surgelati –

1. Un comparto maturo nei volumi

In tempi di crisi il consumatore mantiene più o meno inalterato solo l’acquisto di surgelati entry: negli ultimi due anni l’intera categoria piatti pronti ha subito un calo significativo. Secondo aspetto: le scelte del consumatore si orientano verso una merceologia o l’altra in funzione della disponibilità alla spesa, delle esigenze e abitudini di consumo, delle promozioni e delle innovazioni ecc. Nell’ultimo anno vi è stata per esempio una ripresa della pasta secca di semola, il che significa in termini di volumi migliaia di tonnellate che passano da un segmento all’altro. Inoltre continua a crescere a tassi elevati la nicchia dei primi piatti freschi (+20% in volume nei primi mesi del 2009 rispetto all’anno precedente) ed è aumentato anche l’acquisto di primi piatti in busta. In questo contesto i primi frozen, che in volume incidono per il 2,7% sul primo piatto, sono risultati il segmento più penalizzato. La penetrazione ancora bassa e la concentrazione geografica dei consumi sono tuttavia indicativi del potenziale ancora inespresso dei primi sottozero. L’ottimizzazione del tempo dedicato alla cucina (secondo un recente sondaggio Gpf solo 35 minuti per il pranzo e 33 minuti per la cena), l’aumento delle famiglie mononucleari e dei single con nuovi stili di vita, sono fattori che favoriscono l’utilizzo di piatti pronti ricettati e con formati adeguati (sviluppo dei monodose). Le aziende, spinte dallo scarso dinamismo attuale del mercato, stanno lavorando in profondità sui concept alla base dei primi piatti, per renderli più vicini alle esigenze del consumatore che li vive in gran parte ancora come un prodotto industriale poco adatto al consumo quotidiano. Per esempio, si sta facendo strada l’orientamento a passare da una filosofia all inclusive, che lascia poche possibilità di personalizzazione, a una parziale riconsiderazione dei piatti pronti in chiave più semplice, anche se il passaggio non è facile perché la ricettazione, e soprattutto la sua varietà consentita dall’innovazione tecnologica, è uno dei plus del primo piatto pronto.

Il profilo del consumatore di primi piatti surgelati

  • PENETRAZIONE
    I surgelati in generale sono graditi al 67% degli italiani. Per la categoria piatti pronti la penetrazione nelle famiglie si aggira intorno al 45%.
  • AREA DI RESIDENZA
    Concentrazione al nord con quasi il 70% dei volumi. Importanza nei primi piatti dei modelli di consumo locale: il sud rappresenta solo l’8% delle vendite di primi surgelati.
  • TARGET
    Gli alimenti sottozero hanno un target preferenziale tra i giovani (l’86% li utilizza abitualmente). Per i primi piatti la concentrazione maggiore dei consumi si ha nella fascia tra i 35-44 anni, con un inquadramento socio economico medio/medio-alto e in particolare tra i single.
  • CRITERI DI SCELTA
    La garanzia fornita dalla marca rimane un fattore chiave ma comincia a farsi strada anche la ricerca di convenienza con lo spostamento verso le marche commerciali più che verso competitor minori.

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