Importante il gioco di squadra

Innovazione diffusa, buone prospettive sui mercati esteri e ripresa di quello interno disegnano scenari di successo e di crescita per il mobile italiano (da Mark Up n. 257)

Al centro dell’attenzione internazionale, il Salone del Mobile di Milano torna con una 56° edizione, dal 4 al 9 aprile, che lo riconferma come il forum principale della qualità e del business mondiale del settore. Come racconta, allo scattare di importanti novità nelle cariche del settore design-arredo, il presidente uscente di FederlegnoArredo Eventi, Roberto Snaidero, che, il 16 febbraio, ha lasciato la carica al vicepresidente Emanuele Orsini, Ad della holding Sistem Costruzioni. Snaidero, classe 1948, resta comunque come presidente del Salone del Mobile 2017 e di Made Expo 2017. Figlio di Rino -fondatore dell’omonimo Gruppo di cucine, tra i maggiori al mondo- già membro del Consiglio direttivo di Confindustria e del Cda di Ice-Istituto per il Commercio Estero, dal 1999 al 2011 è anche presidente del centro-ricerca Catas. Nel 2011 Snaidero ha anche ricoperto la carica di presidente di Federlegno e dal 2014, con l’annessione di Cosmit e la nascita di FederlegnoArredo Eventi, ha assunto il ruolo di presidente della nuova società. A fine 2015, è arrivata anche la nomina a Presidente di Made Eventi. Convinto dell’importanza delle relazioni internazionali, Snaidero è uno dei protagonisti nello sviluppo dei rapporti con Russia e Cina (Saloni di Mosca e Shanghai; il Business Forum Italia Cina). Dal 2016, è membro dell’Advisory Board di Confindustria. Tutti ruoli che lo vedranno coinvolto anche in futuro, con incarichi di rilievo, in questo settore.
L’edizione 2017 del Salone del Mobile Milano si apre in uno scenario economico e sociale di grandi cambiamenti. Quali le sue valutazioni, i timori, le speranze?
Vetrina dell’arredo italiano ed estero, il Salone si sta preparando alla sua 56a edizione forte della presenza delle migliori aziende internazionali e di un’offerta commerciale che attrae un numero di operatori in crescita: quest’anno sono previsti oltre 300.000 visitatori. Imprescindibile, la stretta collaborazione con la città di Milano, capitale mondiale del design. Siamo convinti che il cambiamento possa portare non solo incertezze, ma servire a rivitalizzare imprese e circuiti nell’empasse. Il Made in Italy di qualità sostiene questo Paese da decenni: design, moda, agro-alimentare sono tre dei pilastri fondanti che producono business e cultura. Siamo fieri di contribuire al meglio delle nostre possibilità e ci auguriamo di essere sostenuti dalle istituzioni e da chi ci governa.
Dal 2005, con i Saloni WorldWide Moscow, il Salone va in Russia, in ottobre. Dallo scorso anno, a novembre, è la volta di Shanghai. Come valutate il rapporto costi-benefici di questi eventi?
Accompagnato dalla delegazione italiana di FederlegnoArredo Eventi, quando ho annunciato, un anno fa, il Salone di Shanghai ai dealer cinesi dell’industria dell’arredo e alle prestigiose associazioni del settore del Paese, ho ricevuto molti consensi e l’appoggio necessario a sviluppare l’evento in Cina. È presto comunque per valutare i costi-benefici
di questo sforzo. Con Mosca abbiamo, però, capito che l’unica strada per promuovere le imprese e la loro produzione è incentivare la presenza e la conoscenza all’estero. Il  riscontro che abbiamo avuto con la prima edizione cinese è molto buono. Le aziende italiane più importanti hanno aderito con convinzione e hanno espresso soddisfazione per il lavoro fatto. Abbiamo avuto oltre 20mila visitatori in tre giorni, tutti di alto profilo, un dato significativo, se si pensa che l’entrata all’evento era solo su invito.
Proprio la Cina è considerata da molti osservatori il futuro per il made in Italy. Per il mobile che aspettative ci sono?
I dati di mercato confermano che l’Italia è il primo Paese al mondo da cui la Cina importa arredamento e, nonostante le turbolenze economiche, questo Paese sta spingendo forte sull’acquisto di arredo italiano: +27,5% l’anno dal 2011, un giro d’affari nel 2015 di 330 milioni di euro. Possiamo già dire che la Cina non è solo il futuro, ma anche il presente del settore. Lo sviluppo dei rapporti col mercato cinese dell’arredo si conferma come una priorità per le imprese italiane, soprattutto nell’alto di gamma. C’è chi scommette che, tra una decina d’anni, la Cina potrebbe essere il nostro primo mercato di destinazione. E si stanno aprendo i primi negozi monomarca a pochi chilometri dalla zona espositiva di Shanghai.
Come si attestano, invece, le vendite in Italia e all’estero?
I principali istituti di ricerca dicono che il consumo mondiale di mobili è di circa 455 miliardi di dollari. I grandi esportatori sono Cina, Italia, Germania e Polonia, mentre i principali importatori Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. Per il commercio di mobili Made in Italy, le previsioni sono di crescita costante, anche se piuttosto contenuta: dal 2014 a oggi, abbiamo registrato un +3,5 del comparto arredo, che, nel 2015, per le esportazioni sale al +5,8. In Italia, il 2015 ha portato anche la fine della caduta dei consumi grazie alla Legge di Stabilità (bonus mobili in primis, rinnovato per il 2017), al contenimento dell’inflazione, al miglioramento del reddito e a un maggior clima di fiducia delle famiglie. Il fronte dell’export sta continuando ad aumentare, grazie sia ai mercati dell’Unione Europea che hanno ripreso a crescere già nel 2014, sia a quelli extraeuropei. Questi non hanno mostrato rallentamenti negli acquisti di mobili italiani e i tassi di crescita si stanno mantenendo a livelli superiori al 2014. La crescita delle vendite estere e la sostanziale stabilità sul mercato interno hanno portato a una crescita del fatturato totale del settore. Il 2016 per l’industria del mobile in Italia è stato un anno di consolidamento delle tendenze, sostenuto da un andamento positivo delle vendite sui mercati internazionali. Nel 2017, la domanda interna beneficerà della ripresa degli investimenti in edilizia residenziale, del miglioramento delle condizioni creditizie (iniziato nel 2016), del calo del tasso di disoccupazione; parallelamente la domanda estera continuerà lungo un sentiero di crescita, con un nuovo aumento della produzione. Da parte nostra, posso affermare che con circa 2.000 aziende in un’area espositiva di 200.000 mq e con migliaia di prodotti esposti in anteprima, possiamo augurarci di avere confermati sia il valore del Salone come palcoscenico internazionale della creatività e principale forum degli addetti ai lavori, sia il trend di crescita a livello economico.
Come si prospetta il rapporto tra eCommerce e vendita nei negozi tradizionali?
Il nostro settore ha attivato questa forma di vendita un po’ in ritardo rispetto ad altri, ma stiamo recuperando. Nel 2016 le vendite online di arredo e home-living hanno superato i 500 milioni di euro, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Le imprese si stanno convincendo che questo canale rappresenta un’opportunità per crescere. Le giovani generazioni guardano a questa modalità d’acquisto con grande naturalezza e non per abbandonare le visite negli store fisici, perché anche i nativi digitali hanno bisogno di vedere e toccare con mano il design.
Quest’anno è anche la volta delle biennali Euroluce e Workplace3.0. Quali le innovazioni?
La 29a edizione di Euroluce ospita il meglio dei prodotti decorativi e di quelli illuminotecnici per l’industria, la viabilità, lo spettacolo, il comparto ospedaliero. Grande l’attenzione viene dedicata ai sistemi di illuminazione e domotica, alle sorgenti luminose e ai software tecnologici della luce, oltre che alle innovazioni nel risparmio energetico, nella sostenibilità ambientale e nella riduzione dell’inquinamento luminoso. Workplace3.0, alla 17a edizione, è focalizzata sul design e sulla tecnologia per la progettazione dello spazio di lavoro. Si propone come l’evento-risposta al rapido cambiamento nel mondo del lavoro (tempi, luoghi, sistemi) e alle nuove esigenze di mercato. In mostra, proposte d’arredo per banche e istituti assicurativi, uffici postali, ambienti pubblici e privati, con applicazioni nate dalla ricerca ergonomica e tecnologica in fatto di sedute per ufficio e comunità, elementi per l’acustica e l’audio-video, partizioni interne, rivestimenti, complementi, impianti e sistemi di sicurezza.
Grazie a un consistente investimento sui social, il Salone è presente su Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Flickr, Pinterest e Instagram. Quali i risultati?
Siamo tutti consapevoli dell’importanza dei social per raggiungere, informare e attrarre i target d’interesse a livello mondiale, dall’operatore al buyer, dal giornalista al blogger, ai designer di fama internazionale. I social del Salone sono un punto di riferimento della comunità del design: grazie a contenuti ad hoc, per ogni canale, raccontano la fiera milanese, gli eventi all’estero e i trend del settore. I risultati? Un solido engagement che dura tutto l’anno, la costruzione di rapporti one-to-one con i visitatori e il consolidamento degli stessi come occasione di business e networking.

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