Innovazione oggi: i trend e le parole chiave per gdo e industria

Ecco cosa significa innovare nei diversi settori (sull’esempio dei disruptor) secondo i vertici di Ikea, e-Price, Henkel, Coop, Carrefour e non solo

L’innovazione non è una cosa che si insegue, è una cosa che si fa. E per crearla è indispensabile “capire per tempo come può manifestarsi all’interno di ogni business”, sottolinea Massimo Morielli, managing director di Accenture Digital.
È questo quello che hanno saputo fare i piccoli e grandi disruptor di oggi, sia che si tratti di “brand generalisti che catturano il cliente offrendogli tutto in stile Google o Amazon, sia che si tratti di chi si è specializzato e distinto su una singola cosa al meglio”.

A fare il punto sul tema è stato il convegno Innovazione #nonsolostartup organizzato da Henkel in collaborazione con Mark Up. Nel corso dell’evento sono intervenuti alcuni esperti ricercatori e sociologi insieme ai vertici di Henkel, Ikea, ePrice, Coop e Carrefour, che si sono confrontati durante il talk show moderato da Cristina Lazzati, direttore di Mark Up.

Innovazione è un termine poliedrico, che evolve il proprio significato nel tempo e in base al settore di riferimento. Ci sono però alcuni “indici comuni” di innovazione che le imprese devono tenere a mente e che non hanno strettamente a che fare con l’adozione dell’ultima tecnologia sul mercato. Parliamo di una forma mentis di tutta l'azienda, non di un reparto dedicato al suo interno.

Che cosa fa, ad esempio, di un prodotto un best seller? Cosa significa innovazione a scaffale?

Per Gregoire Kaufman, direttore commerciale e marketing di Carrefour Italia, il vero criterio di selezione dell’innovazione per la gdo è uno solo, ovvero:

un prodotto che aggiunga valore reale alle vendite senza cannibalizzare gli altri

E non si tratta necessariamente di vere e proprie novità che inseguono gli ultimi trend di gusto e salutismo, si tratta magari prodotti già esistenti che sanno presentarsi con maggiore flessibilità al consumo e componente di servizio.

Un esempio da esperienza concreta? Come racconta Kufman: l’acqua aromatizzata alla curcuma è un NO, ma l’acqua in formato ridotto a 20cl. al posto del solito mezzo litro è un SÌ, perché risponde alle esigenze delle mamme di alleggerire lo zaino dei figli e in generale alla necessità di comodità. In sintesi:

bisogna vendere soluzioni, non solo prodotti

Ecco allora un indice comune di innovazione, semplice ma non scontato o facile da attuare:

innova chi è in grado di migliorare la quotidianità delle persone Condividi il Tweet

Nessun prodotto avrà mai successo andando in direzione contraria. E se da un lato questo implica che una certa dose di rischio imprenditoriale ce la si debba assumere, dall’altro lato la collaborazione in verticale o trasversale aiuta a ridurla.

"Testare prima la novità in qualche negozio, ad esempio, è un buon modo per sperimentare in collaborazione con la gdo e ridurre così i rischi per tutti", rileva Bernadette Bevacqua, presidente e amministratore delegato Henkel.

“Negli ultimi due anni l’industria di marca ha capito che c’è un tipo di innovazione che va oltre la richiesta di aumentare le referenze a scaffale e che significa proporre prodotti in maggiore sintonia rispetto al mercato", sottolinea Marco Pedroni, presidente Coop Italia. È anche vero, però, che

ad oggi 8 prodotti su 9 non sono innovativi ma solo frutto di un restyling Condividi il Tweet

"Il nostro obiettivo d'innovazione è l'evoluzione dell'esperienza del cliente nella fase post vendita", spiega Francesca Reich, chief marketing officer e-Price. Ed è proprio il design dell'esperienza che "deve essere al centro della relazione con il consumatore. Serve un modello organizzativo per gestire l'innovazione", ribadisce Morelli.

Ascoltare il consumatore e poi dargli quello che ancora non ha chiesto
L'innovatore non innova su richiesta del consumatore, ma gioca d'anticipo e lo precede. Un po' come ha fatto

Il problema è che, come rileva Cristina Lazzati, direttore di Mark Up:

i clienti oggi sono più avanti degli offerenti e devono cercare attivamente una risposta ai loro bisogni

E i nostri bisogni e desideri evolvono. Quello che desideriamo oggi, ad esempio, "è immortalare tutti i momenti. Essere onlife oltre che online", spiega il sociologo Francesco Morace, presidente Future Concept Lab.

Le parole chiave dell'innovazione secondo Morace si possono sintetizzare a 4, ovvero: relazione, specificità, tempestività e sostenibilità. Non si tratta più di opzioni e valori aggiunti, ma di must da dare per scontato.

Lo sa bene Ikea, che ha nella relazione di fiducia uno dei suoi punti di forza. "Il punto di partenza dell'innovazione per noi è passare del tempo a contatto con le persone e capirle", conferma Nicoletta Basile, country customer relations manager di Ikea Italia: "L'appagamento del cliente oggi è sempre più legato alla fiducia verso il brand e alle prese di posizione del marchio".

E non dimenticate che:

INNOVATION IS AN ATTITUDE

 

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