Italiani in rete: 5 trend da conoscere per il 2017

La penetrazione di internet nel nostro Paese calcolata sui maggiorenni e su base mensile si ferma al 64%, mostrando ancora un differenziale significativo rispetto a quella dei Paesi digitalmente più evoluti. Tendenze a confronto.

Qual è lo stato del rapporto tra italiani e mondo online a fine 2016? Prova a rispondere la fotografia scattata da comScore, dalla quale emerge uno scenario chiaroscuro.
"Il ritardo che continuiamo a scontare nei livelli di penetrazione di utilizzo della rete rispetto ai Paesi più evoluti da un lato rappresenta un problema importante per lo sviluppo della nostra economia digitale, dall’altro indica un potenziale di crescita ancora significativo", sottolinea Fabrizio Angelini Ceo di Sensemakers.

1 - La penetrazione di internet in Italia calcolata sui maggiorenni e su base mensile si arresta al 64%, evidenziando un differenziale ancora piuttosto rilevante rispetto a quella dei Paesi digitalmente più evoluti sia da desktop che da mobile (si vedano i 5 trend della trasformazione mobile in Italia). Secondo lo studio un italiano su tre sopra i 18 anni non accede infatti alla rete nel corso del mese.

comscore rete internet

2 - I giovani sono sempre più "mobile-only". Nonostante l’utilizzo del mobile sia largamente complementare a quello del desktop, infatti, una componente sempre più consistente di chi naviga in rete accede ormai esclusivamente con device mobili (gli utenti “mobile only” rappresentano oggi circa un terzo di chi accede da desktop) e tale fenomeno è proporzionalmente più pronunciato sulle fasce d’età più giovani.

utenti mobile italia

3 - Social e messaging dominano il tempo speso online nel nostro Paese, mentre in Usa e Regno Unito la categoria di contenuto con il più alto tasso di utilizzo è l’entertainment. Le app sono a loro volta dominanti: assorbono circa il 90% del tempo da dispositivi mobili e quindi il 57% del totale del tempo speso in rete. Tra queste ultime la concentrazione è alta, con circa il 60% del tempo totale che viene infatti trascorso sulle due app più utilizzate
(WhatsApp e Facebook) mentre in termini di penetrazione sugli utilizzatori di smartphone
tutte le prime 10 app appartengono a Google o Facebook. Questo, tra l'altro, rende la barriera all'ingresso piuttosto alta per le nuove app.

tempo speso online

4 - Il potenziale crescente dei video (e di un futuro di entertainment online).
A dicembre 2016 sono stati 28 milioni gli italiani che hanno visto un video online attraverso il desktop e 18 quelli che hanno dichiarato di farlo con uno smartphone. La crescita delle visualizzazioni da smartphone in Italia (+15% nel 2016) è seconda solo a quella registrata in Germania (+19%) e conferma il grande potenziale della fruizione di video online in mobilità. Oggi oltre la metà (55,5%) dei possessori di smartphone italiani dichiara di aver visto un video utilizzando il proprio device, e lo fa con sempre maggiore frequenza: crescono del 34% (da 3,3 a 4,4 milioni) gli utenti che guardano video quasi ogni giorno. In futuro, l’utilizzo della rete come piattaforma di entertainment potrà diventare sempre più rilevante nella dieta mediatica degli italiani. Le fasce di età più giovani utilizzano fino a metà del proprio tempo online tramite desktop per guardare video editoriali. Il record spetta alla fascia 15-24 (52%) seguito da quella 6-14 (46%), mentre per le fasce d’età più adulte il dato si assesta a poco più di un terzo del tempo totale (tra 34% e 36%).

video online

5 - Il fenomeno dell’ad-blocking in Italia è contenuto e stabile: solo il 13% degli utenti unici che navigano da desktop in Italia ha installato un software ad-block mentre la penetrazione su mobile è ancora marginale. Il livello medio di traffico “non umano” rimane contenuto (pari all’1,16% del totale delle impression erogate) ma si registra un aumento delle rilevazioni di traffico non umano su un numero crescente di editori: su 107 editori monitorati nell’ultimo trimestre del 2016, 14 (ovvero il 13% del totale) hanno riportato almeno una volta una percentuale di traffico “non umano” superiore al 5%.
I dati medi di viewability (ovvero l’effettiva visualizzazione del contenuto pubblicitario) e del target socio-demografico pianificato in Italia sono allineati a quelli dei paesi con le più alte performance: la viewability si attesta al 54% (pari a Usa e Spagna) l’in-target al 47% (dato eguagliato solo in Usa).

viewability

 

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