La distribuzione commerciale deve incidere di più sulle scelte del Paese

Eventi – È il messaggio forte uscito dalla quinta edizione del Consumer & Retail Summit organizzato dal Gruppo 24 ORE con Mark Up e Gdoweek. Notevole il successo dell'evento con oltre 1.800 partecipanti in sala.

Il tradizionale appuntamento annuale per il mondo del retail e del marketing del largo consumo ha affrontato per la prima volta anche tematiche di ampio respiro che coinvolgono l'economia nel suo complesso.
Un cambiamento voluto e spiegato dal direttore di Mark Up e Gdoweek, Mattia Losi, nell'introduzione dei lavori: sensibilizzare l'industria del commercio sui temi politici ed economici del Paese al fine di contribuire al dibattito nelle varie sedi come avviene usualmente per gli altri settori dell’economia. Per Mark Up e Gdoweek, i periodici dell’Area Retail del Gruppo 24 ORE, l'urgenza è quella di contribuire a produrre una presa di coscienza circa il peso del settore all'interno del tessuto economico, finalizzato a dare un contributo all'indirizzo del Paese.

La prima sessione condotta da Lamberto Biscarini di Boston Consulting Group ha illustrato con dettaglio le modalità con cui far ripartire i consumi in Italia attraverso almeno tre leve economiche/sociali: liberalizzazioni dei settori, occupazione femminile e social card.

La tavola rotonda di apertura condotta da Mattia Losi si è focalizzata sull’emergenza che sta attraversando l’Italia e sulle politiche economiche. Il dibattito ha coinvolto Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione e Valerio di Natale, Presidente Indicod-ECR.

Diversi i temi caldi: l’eccessivo impatto recessivo della manovra economica e l'insufficiente azione del Governo nel varare misure per la crescita utili a superare la crisi e rivitalizzare quindi i consumi stagnanti da ormai diversi anni. Un'insufficienza condizionata anche da un blocco sociale trasversale che coinvolge diverse classi e che di fatto impedisce di rompere rendite di posizione e status privilegiati. Rispetto alle parti, se l'industria ha spesso partecipato e fatto sentire la sua voce in diverse sedi e circostanze, la distribuzione ha finora mostrato un atteggiamento distratto che deve cambiare per occuparsi di questioni centrali per i propri interessi. Un esempio riguarda le aperture domenicali ristrette alle sole città d’arte.

Oltre la questione politica, il summit ha elevato a tema cardine la fiducia del consumatore, in tutti i risvolti possibili. Si sono espressi in questa direzione sia importanti operatori del settore, sia sociologi e studiosi di respiro accademico e consulenziale.

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